OUT OFF DAl 1976

L’Out Off nasce nel 1976 nella storica cantina di viale Montesanto e a fondarlo fu  Mino Bertoldo che tuttora lo dirige con  Lorenzo Loris, regista e Roberto Traverso drammaturgo e responsabile della comunicazione.

Fu il primo spazio underground milanese dove le mostre si alternavano alle serate di musica e alle performance teatrali.

Dal 2004 la sede è in via Mac Mahon, una sala teatrale da 200 posti con  all’interno un bistrot, luogo ideale per incontrarsi prima e dopo lo spettacolo.

Dal 2004 ha sede in via Mac Mahon, una sala da 200 posti moderna e accogliente frutto di una ricerca estetica e funzionale e di una precisa concezione artistica dello spazio teatrale.

Nel 2007 il teatro ha ricevuto dal Comune di Milano l’Ambrogino d’oro per la sua attività trentennale, nel 2008 è stato riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Teatro Stabile di Innovazione.

Regista di riferimento dell’attività produttiva è Lorenzo Loris uno tra i registi più apprezzati della sua generazione.

“Out Off, (fuori, anzi, più fuori) significava per noi allora, e continua a voler dire ancora di più oggi, stare in disparte, evitare di inseguire il facile consenso, stare esclusivamente dalla parte degli artisti per conoscere, capire e interpretare meglio il presente.” Così definisce sinteticamente, il direttore artistico e fondatore Mino Bertoldo il significato di quella doppia negazione (Out Off) e di quel simbolo, la X, divenuti  per tutti un simbolo del nuovo teatro.

J. Cage sede di via Montesanto

Teatro Out Off

Trent’anni e molte vite per l’Out Off. Anche diverse case, a partire dalla prima, a fine novembre 1976, ingresso da quel grande cortile di viale Monte Santo, sotto le ringhiere di un vecchio caseggiato destinato alla sparizione, la sala da una parte, giù di qualche gradino, e il ristorante familiare dall’altra; quindi, dopo qualche stagione di vagabondaggio, la minisala con poche file di posti a due passi dal Ponte della Ghisolfa e infine, poco discosto, ancora nei quartieri testoriani, il trasferimento nell’ex cinema Eolo sulla Mac Mahon, ristrutturato in teatro-modello, grande scena bene attrezzata, ampia gradinata e in cima, di nuovo, l’eterno progetto del ristorante in fieri. Il modello iniziale ricalcava i piccoli studios di New York, a Soho, inizio anni ’70, luoghi dedicati prima di tutto agli incontri, dove alle mostre si alternavano le serate di musica e, almeno in principio, il teatro faceva capolino più occasionalmente.

Mino Bertoldo veniva dal Veneto e nella natia Malo aveva frequentato e aiutato a spiccare il volo diversi giovani pittori. Con Hermann Nitsch aveva un’amicizia e a un suo happening, con una mostra annessa che non tradiva le macabre attese, dedicò la serata d’inaugurazione a cui avrebbero presto fatto seguito la “Sessualità libera” di Otto Mühl ma anche le “azioni” di Franco Battiato e la musica di John Cage e di Alvin Curran, i filmati underground di Alberto Grifi, le immaginerie fotografiche di Maria Mulas e di Verita Monselles e Tommaso Binga.

Il teatro si affidava allora alle sperimentazioni del duo Taroni-Cividin che intitolavano programmaticamente alla sala un loro lavoro, alternandosi al duo assai quotato dei trentini Dal Bosco-Varesco, ma anche a una performance del già allora celebrato Carrozzone, tra Valeria Magli che danzava un’azione di Nanni Balestrini e Angiola Janigro a caccia del suo “angelo azzurro”.

Ma il primo regista teatrale che all’Out Off ebbe modo di lavorarci con una certa continuità ritiene di averlo introdotto il sottoscritto, che ne aveva seguito i primi lavori alla Scuola del Piccolo e promosso certe sue azioni sceniche: si chiamava Antonio Saletta ma da poco si era ribattezzato Antonio Syxty con un cognome d’arte dedicato ambiziosamente a un trascorso decennio di ricerche e rivolte, arricchito da una prima vocale più eccentrica. Toccherà a lui dipanare un discorso di scrittura e di messinscena che parte da una sorta di fittizio teatrocronacain onore di John Fitzgerald Kennedy in varie puntate da lui stesso perlopiù interpretate, accanto alla coppia formata dai sedicenti Jack Ruby-Marina Oswald, per sfociare in una serie di performance esotico-sperimentali, in uno stimolante periodo di studio che lo condurrà al contatto con il teatro d’autore, già da lui coltivato in prima persona.

Ma nell’82 l’Out Off si trova senza casa perché l’edificio degli esordi viene ristrutturato e le attività del teatro cominciano, di conseguenza, a girovagare in altri spazi e non a Milano soltanto, ma la vita continua, anzi ci si accorge che già erano nati dei precisi legami ed esisteva una curiosa attenzione per la linea del nuovo messa in pratica da Mino Bertoldo fin dal principio.

Si stringono i rapporti con Jan Fabre che è già transitato dalla Biennale, si monta una commedia del giovane duo formato da Edoardo Erba e Roberto Traverso, si organizzano convegni e festival, le occasioni si moltiplicano aumentando il numero dei possibili compagni di viaggio, insomma l’Out Off esiste e in effetti non ci metterà molto a rimettersi in proprio con una sua attività continuativa.

Ecco allora che, dopo un quinquennio di crescita girovaga, va a installarsi in un ex officina in via Dupré e lo trasforma in ospitale sala fuori porta dove, a stretto contatto coi suoi spettatori, arriverà a precisare la sua linea e a farsi davvero una storia.

Al tavolo di regia c‘è ancora Syxty, più che mai alle prese coi suoi testi, da Lontani dal paradiso, ambientato in tre automobili, a Il filo pericolose delle cose, basato su un soggetto di Antonioni, mentre dallo storico gruppo di Malo torna Giorgio Fabbris con una delle sue verbigerazioni. E arriva anche Lorenzo Loris, regista e attore ma a volte anche autore, già fedele discepolo di Carlo Cecchi e destinato a diventare un personaggio importante nella vita del nuovo Out Off e non soltanto, mentre si impone la figura di un grande isolato, che un tempo sarebbe stato definito un “maledetto”, Danio Manfredini, un poeta che ama gli assoli e che nell’89 inscena il Miracolo della rosa del suo prediletto Jean Genet, vincendo a sorpresa il Premio Ubu per il miglior attore.
Quindi monterà un proprio lavoro, La vergogna, che ancora a Genet si ispira, e poche stagioni più in là dedicherà invece a Francis Bacon i Tre studi per una Crocefissione, in parte ripresi da Koltès e da Fassbinder, e di nuovo in forma di monologo.

È una rivelazione destinata a rimanere negli annali e fa riflettere sui vantaggi creativi di un teatro-studio condotto con passione e intelligenza, senza compromessi né tabù, trovando la risposta di un pubblico, anche a costo di rischi economici che un Paese con una autentica politica culturale avrebbe contribuito a sostenere con ben altri mezzi. Il grande passo avanti compiuto in questa fase dall’Out Off consiste  nell’aver abbandonato la primitiva attività di teatro-albergo per privilegiare la propria produzione autonoma, creandosi quindi delle linee programmatiche precise e la relativa conti nuità permesse da una sala con limitata capienza come quella di via Dupré attraverso lunghe teniture.

Può essere interessante considerare come si configura negli anni ’90 il repertorio dei due registi praticamente stabili. Syxty a questo punto tenderà a ridurre al massimo l’allestimento dei propri lavori, limitando le novità italiane a un testo di Roberto Traverso, mentre accentra la propria attenzione sui classici greci dai due Edipi di Sofocle, ma si misurerà anche col Tieste di Seneca ed è pure attento ai rifacimenti dei nostri grandi del Novecento, dal Pasolini dell’Orestiade (e di Orgia) al Testori di Erodiade, protagonista al solito Raffaella Boscolo che si confronta anche felicemente con Ibsen in Casa di bambola. E non ha paura di cimentarsi con due testi difficili di Joyce e Musil, quali Esuli e I fanatici, appagando l’esigenza crescente di un rapporto con degli scrittori che hanno influito in modo determinante sulla cultura del secolo appena trascorso.

Lorenzo Loris a sua volta dimostra un preciso interesse per i grandi scandinavi, ma antepone a Ibsen la tormentata problematicità di Strindberg ed è curioso di affrontarne i grandi estimatori, dall’Ingmar Bergman di Scene da un matrimonio al Lars Norèn di Autunno e inverno, un sognante quartetto che vale certo la pena di un approfondimento; e con coraggio importa Bruciati dal ghiaccio, vampiresca storia d’anime del danese Peter Asmussen, sceneggiatore di Lars von Trier. E lo stesso bagno analitico lo applica ai drammaturghi scomodi del secondo dopoguerra, da Joe Orton, di cui propone due testi, al Boris Vian dei Costruttori d’imperi, e si lascia incuriosire, dopo Syxty, da una nuova lettura di Una specie di storia d’amore di Miller, ma anche da due testi minori ma stimolanti di Tennesse Williams (Una bellissima domenica a Crève-Coeur è una vera scoperta), rinnova il Brecht di Un uomo è un uomo, e legge il Bernhard di Ritter Dene Voss con uno spirito ironico che al suo maestro Cecchi era del tutto sfuggito. E non trascura neppure la drammaturgia italiana e i suoi dialetti, dal godibile Zitti tutti di Raffaello Baldini ai Naufragi di Don Chisciotte di Massimo Bavastro, dove i due eroi si perdono nei caruggi di una Genova da labirinto, protagonisti Gigio Alberti e Mario Sala, interpreti portanti del lavoro di Loris insieme a Elena Callegari, a cui si aggiungeranno Paolo Pierobon e Alessandro Genovesi quando il regista ridisegnerà con estremo rigore due classici del grande teatro della seconda metà del Novecento, ovvero Le serve di Genet e Finale di partita di Beckett, dove il comico e il tragico si inseguono sulla strada del nulla che, sostenuto dal video, ci condurrà al quotidiano nel derisorio Note di cucina di Rodrigo Garcìa.

Di Beckett in via Dupré avevamo già visto anche L’ultimo nastro di Krapp in una delle regie di Monica Conti per Roberto Trifirò, che sarebbe tornato all’Out off anche in veste di regista interprete del Non si sa come pirandelliano. ù

Leggendo a posteriori questo itinerario di una vicenda trentennale, dopo l’affettuoso avvio sperimentale si prova il senso dell’avanzare per gradi di una storia del teatro che si crea e del teatro che si fa, se si pone accanto al maturare delle esperienze di via Dupré, dopo la partenza di Syxty per la direzione del Teatro Litta, il folgorante debutto registico di Antonio Latella che, non a caso, trova all’Out Off, nella totale libertà che è il marchio della ditta, l’occasione per cimentarsi in un salto di ruolo, partendo, pour cause, dalla messinscena di un romanzo, quell’Agatha della Duras già scelto quasi quarant’anni prima da Thierry Salmon per passare dai suoi trascorsi belgi alla avventura italiana – anche se stavolta i protagonisti, Raffaella Boscolo e Fabio Sonzogni, non erano due gemelle e non agivano in platea ma sul palco, galleggiando su un lago di vetro specchiante coperto da centinaia di migliaia di biglie argentee nella scena realizzata da Annelisa Zaccheria.  Lì sarebbe iniziato poco più tardi, con un adattamento dell’Otello, il lavoro di Latella sull’opera di Shakespeare e quindi quello sulle due trilogie dedicate rispettivamente a Genet e a Pasolini, rispettivamente con la memorabile edizione di Stretta sorveglianza e col Pilade in forma assembleare.

Per l’Out Off è l’ora di sbarcare in una sala più grande e meglio attrezzata che consenta di aprirsi a un più vasto pubblico, di aprirsi alle ospitalità con una politica di scambi, giusto in tempo per festeggiare il proprio trentennio con una serie di riprese del proprio passato (ma qualcuno come Jan Fabre era già tornato lo scorso anno), veri avvenimenti riemersi dal passato di Syxty e di Danio Manfredini, un festival Latella comprendente anche novità per Milano o produzioni per altri teatri, mentre si rilanciava l’incontro artistico col duo Rezza-Mastrella, e con la proposta ispirata di un testo segreto e alto come No Man’s Land, Lorenzo Loris ha saputo farci penetrare nel mistero del teatro della vita creato da Harold Pinter, raggiungendo un vertice di questa lunga storia.

Grazie Mino.

Franco Quadri

Sede via Montesanto
Lontani dal Paradiso-sede di via Duprè

IL LOGO DEL TEATRO OUT OFF

“Il marchio per l’Out Off nel 1978 è stato il primo lavoro che mi ha proposto Gianni Sassi nella lunga collaborazione che ci ha visto affrontare insieme problemi di comunicazione sempre complessi e stimolanti.

Si trattava di un “caso” grafico nuovo, per me, in una città come Milano che non conoscevo troppo bene e che mi è sempre sembrata troppo difficile da vivere.

Il tema su cui impegnarsi era poi molto particolare: progettare l’immagine di un centro culturale sensibile soprattutto alle nuove forme di teatro, quelle non conformistiche e nate in spazi sotterranei al grande flusso della cultura teatrale ufficiale; cercate e proposte con autonomia di giudizio e consapevolezza. Mi piaceva l’idea di proporre un segno semplice, primario, senza diretti riferimenti culturali alle forma di teatro cui l’Out Off offriva uno spazio, capace però di connotare l’espressività forte, l’anticonformismo dell’attività del centro. (…)

Decisi allora di scegliere il segno della moltiplicazione o della croce che nel linguaggio degli zingari , dei clochards, è un segno di pericolo o, meno intensivamente, di attenzione. La croce è anche il segno con il quale firmano gli analfabeti; un gesto semplice, che tutti sono capaci di compiere. La croce significa anche “veleno” e secondo i codici di un imballaggio povero e precedente all’era dei grandi consumi, veniva apposta abitualmente sulle bottiglie dei liquidi da non ingerire.”

Massimo Dolcini

Mino Bertoldo

MINO BERTOLDO

Fondatore e direttore artistico

Mino Bertoldo è nato a Malo (Vicenza) nel 1948, nel ’71 si diploma Disegnatore Industriale e lavora in vari studi di architettura. Nel ’72 si trasferisce a Milano dove continua l’attività di designer e collabora con varie gallerie d’arte della città.

Nel 1976 fonda l’Out Off, prima “cantina” milanese aperta a tutte le espressioni artistiche. I primi anni sono stati dedicati all’incontro con artisti internazionali dell’Azionismo Viennese e al movimento Fluxus per iniziare alla fine degli anni Settanta un rapporto più stretto con il Teatro iniziato con Antonio Syxty e poi proseguito con Lorenzo Loris, oggi regista stabile da venticinque anni.

In quei primi ferventi anni di formazione artistica hanno iniziato il loro percorso registi quali Danio Manfredini, Antonio Latella, Roberto Trifirò, Monica Conti e attori quali Gigio Alberti, Elena Callegari, Alessandro Genovesi, Paolo Pierobon, Mario Sala, oggi divenuti tutti protagonisti della scena italiana.

Dalla fondazione dell’Out Off Mino Bertoldo è stato il direttore artistico e organizzativo di tutti i progetti di produzione e ha programmato la stagione del teatro.

La linea culturale dell’Out Off fin dall’inizio è stata indirizzata a più mondi espressivi attraverso diverse rassegne: “Limitrofie” (nove edizioni) nata nel 1981 all’Accademia di Brera e proseguita in gallerie d’arte e teatri; la rassegna teatrale “Sussurri o Grida” (9 edizioni) nata nel 1984 con l’obiettivo di portare a Milano i nuovi gruppi emergenti della scena italiana; rassegne musicali quali “L’Entropia della musica”; “Musicalia”; “Zoo Musicale” realizzate tra gli anni Ottanta e Novanta in vari luoghi della città; rassegne e happening di poesia da “Sex Poetry” del 1978 fino alla rassegna “Contrasti poetici” (nove edizioni) con i poeti contemporanei italiani e stranieri più rappresentativi; rassegne e spettacoli di danza, da Steve Paxton a Jan Fabre, da Enzo Cosimi a  Roberto Castello.

Negli anni il pubblico e la critica hanno sempre dimostrato di apprezzare e premiare la ricerca artistica e le proposte dell’Out Off:  Premio Nazionale della Critica 2003 per lo spettacolo “Naufragi di Don Chisciotte di Massimo Bavastro, regia Lorenzo Loris; Premio Ubu 2005 per lo spettacolo “Bingo” di Edward Bond, regia di Lorenzo Loris; Premio Nazionale della Critica 2011 per la regia di “Il guardiano” di Harold Pinter, regia Lorenzo Loris), inoltre la città di Milano ha assegnato all’Out Off nel 2007  l’Ambrogino d’oro “per l’originalità di una ricerca che vuole promuovere la libera espressione degli artisti”.

Nei quarant’anni di direzione artistica del teatro Out Off  Mino Bertoldo ha stimolato con le sue scelte la crescita e la formazione di una generazione di artisti producendo e realizzando spettacoli che hanno fatto, non solo la storia dell’Out Off, ma di una parte del teatro italiano.

Lorenzo Loris

Lorenzo Loris è nato a Milano nel 1956,  regista stabile del Teatro Out Off da trent’anni.
Dopo aver frequentato la Scuola d’ arte Drammatica del Piccolo teatro di Milano lavora come attore in Le intellettuali di Moliere con la regia di Gianpiero Solari, L’uomo la bestia e la virtù di Pirandello con la regia di Carlo Cecchi.
Successivamente si trasferisce per un anno e mezzo a Londra dove frequenta corsi di regia per il teatro e la Crosswind Film School per la regia cinematografica.

Tornato in Italia mette in scena insieme a Gianpiero Solari Bastardi di Barrie Keeffe curandone anche la riduzione (insieme a Solari e Mario Sala) e interpretando la parte di Joey.  Inizia in quegli anni la collaborazione con il Teatro Out Off. Nel 1986 scrive, interpreta e dirige Tempo d’arrivo, “Premio Opera Prima città di Narni”. Negli anni successivi continua a lavorare al Teatro Out Off come attore e mette in scena e interpreta Dialoghi con il silenzio di cui è coautore insieme a  A. Syxty e R. Traverso. Nel 1988 mette in scena il suo secondo testo Segreti nella battaglia. Lavora come attore nell’Amleto di Shakespeare che C. Cecchi mette in scena nel 1989 al festival di Spoleto. Continua il suo rapporto con C. Cecchi partecipando a La dodicesima notte di Shakespeare che il regista napoletano mette in scena all’università di Siena.  Come attore recita nel 1990 in Orgia di Pier Paolo Pasolini per la regia di Antonio Syxty .

Nel ’92 con I costruttori d’imperi di B. Vian inizia all’Out Off un percorso registico sulla drammaturgia del Novecento e contemporanea a cui seguirà  nel ’94 Il ceffo sulle scaledi J.Orton; nel 1996, Una bellissima Domenica a Créve coeur di T. Williams (lo spettacolo viene in seguito invitato al festival d’Autunno di Roma); Intrattenendo Sloane di J.Orton (1997). Nello stesso periodo, interpreta Venezia Salvata con la regia di L. Ronconi e La serra di H. Pinter con la regia di Cecchi. Nella stagione ‘97/’98 realizza due regie, Autunno e inverno di L. Noren prodotto dal Teatro Out Off e La dolce ala della giovinezza di T. Williams prodotto da Teatridithalia.  Nel 1998 mette in scena al Teatro Colosseo di Roma Cecchini di M. Bavastro, finalista al Premio Riccione, prodotto dall’ass. Beat 72. Nel giugno del ’99 debutta al Festival di Spoleto con Ritter Dene e Voss di T. Bernhard curando la regia e interpretando la parte di Voss. Nel 2000 dirige La veglia di L. Noren per Radio Rai 3 e al teatro Argentina di Roma mette in scena la La seconda eclissi di R.Traverso, (Primo premio 7 spettacoli per un nuovo teatro italiano, Teatro di Roma, 2000); nell’ambito di “Maratona di Milano” dirige l’atto unico Happy Hour di R. Traverso. Nell’anno successivo, sempre per l’Out Off, dirige Nel bar di un albergo a Tokio  di T. Williams; Bruciati dal ghiaccio di Peter Asmussen  (nomination per la migliore novità straniera al Premio UBU 2002) e nel 2002 Naufragi di Don Chisciotte di M. Bavastro (testo premiato al 45° Premio Riccione Teatro e nomination per la migliore novità italianaal Premio UBU 2002) e Zitti tutti! di R. Baldini. Sempre nel 2002 allestisce per l’Out Off Un uomo è un uomo di Bertolt Brecht; nel 2003 dopo la messa in scena al teatro Out Off de  Le serve di Jean Genet, conduce un laboratorio per attori professionisti su Beckett (realizzato in collaborazione con L’ETI) in preparazione dell’allestimento di “Finale di partita” di Samuel Beckett che debutta poi in novembre all’Out Off.

Nel gennaio 2004 mette in scena Note di cucina di R. Garcia  e, all’inizio della nuova stagione, nella nuova sede del teatro Out Off di via Mac Mahon, cura la regia di Bingo di E. Bond, un testo singolare che racconta gli ultimi giorni della vita di Shakespeare e con questo spettacolo vince il premio UBU 2005 come migliore novità in lingua straniera.

Nell’agosto del 2005 ad Orel, in Russia, dirige la compagnia del teatro stabile della città mettendo in scena La Mandragola di Machiavelli, con l’adattamento di Roberto Traverso.

Nel 2005/2006 Una specie di storia d’amore di Arthur Miller e Una delle ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni.

Nel settembre 2006 lavora con gli attori italo-croati del teatro stabile Ivan Zaic di Rijeka (Croazia) e mette in scena Dramma Italiano di Edoardo Erba.

Nella stagione 2006/2007 Terra di Nessuno di H. Pinter e Il Trionfo dell’amore di Marivaux. A cui fanno seguito nel 2007/2008 le regie di Spettri di H.Ibsen e  La serva amorosadi Carlo Goldoni. Nel 2008 /2009 Aspettando Godot di S. Beckett e nell’ambito dell’iniziativa Face à Face, tra Francia e Italia: Ultimi rimorsi prima dell’oblio di Jean-Luc Lagarce. Nel maggio del 2010 con  La Gilda del Mac Mahon di Giovanni Testori inizia un trittico dedicato a Milano che ricomprende   L’Adalgisa di Carlo Emilio Gadda e  Il Guardianodi H.Pinter, riambientato per l’occasione dalla Londra degli anni 60 all’Hynterland milanese dei nostri giorni. Con questo spettacolo vince il Premio dell’Associazione Nazionale della Critica per la regia. Nella stagione 2012/2013 mette in scena e interpreta Amleto di W. Shakespeare,  Porno funeral di Massimo Bavastro, Giorni felici di Samuel Beckett e In Exitu di Giovanni Testori,  in occasione  dei vent’anni dalla morte dell’autore  e per i venticinque anni dalla rappresentazione del testo avvenuta al Teatro Out Off.

Nella stagione 2013/2014 dirige lo spettacolo “Prodigiosi deliri”  tratto dagli studi di Sigmund Freud e Ludwig Binswanger realizzando la drammaturgia insieme agli interpreti Mario Sala, Patrizia Zappa Mulas e Roberto Traverso. Nel 2014 mette in scena “Vera vuz” Edoardo Erba  scritto in dialetto Pavese; “Affabulazione” di Pier Paolo Pasolini e in autunno Antigone nella città di Gigi Gherzi, con cui è anche interprete e “La cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda. Nel 2015 dirige “La donna che legge” di Renato Gabrielli e allestisce nuovamente , in occasione di expo, “Note di cucina di Rodrigo Garcia.

Nel 2016 mette in scena e fa la riduzione teatrale de “Le notti bianche” dal romanzo di Dostoevskij e in primavera torna a Pinter  con la regia de “L’amante”.  A dicembre 2016 , in occasione del quarantesimo anniversario dell’Out Off  mette in scena “L’editore” di Nanni Balestrini realizzandone l’adattamento insieme all’autore. Nel 2017 adatta e dirige “Gli amori difficili” di Italo Calvino mettendo in scena alcuni racconti del grande scrittore. Sempre nello stesso anno mette in scena il testo della poetessa e scrittrice Lucrezia Lerro  “Victor Hugo/Adele, Georges Simenon/Marie Jo – Una promessa d’amore“.

Spettacoli realizzati con il Teatro Out Off (1986-2018):

  • Tempo d’arrivo di L. Loris;
  • Segreti nella battaglia di L. Loris;
  • Dialoghi con il silenzio di L. Loris, G. Alberti, R. Traverso, A. Syxty;
  • La signorina Giulia di A. Strindberg;
  • I costruttori di imperi di B. Vian;
  • Il ceffo sulle scale di J. Orton;
  • Una bellissima domenica a Creve Coeur di T. Williams;
  • Intrattenendo Sloane di J. Orton;
  • Autunno e inverno di L. Norén;
  • Ritter Dene Voss, di T. Bernhard;
  • Happy hour di R. Traverso;
  • La seconda eclissi di R. Traverso;
  • Nel bar di un albergo a Tokyo di T. Williams;
  • Naufragi di don Chisciotte di M. Bavastro;
  • Bruciati dal ghiaccio di P. Asmussen;
  • Zitti tutti! di R. Baldini;
  • Un uomo è un uomo di B. Brecht;
  • Le serve di J. Genet;
  • Finale di partita di S. Beckett;
  • Note di cucina di R. Garcia;
  • Il lupo cattivo – intervista al Marchese de Sade di R. Traverso;
  • Bingo di E. Bond;
  • Una specie di storia d’amore di A. Miller;
  • L’ultima sera di carnevale di C. Goldoni;
  • Terra di nessuno di H. Pinter;
  • Il trionfo dell’amore di P. C. De Marivaux; Spettri di H. Ibsen;
  • La serva amorosa di C. Goldoni;
  • Aspettando Godot di S. Beckett;
  • Ultimi rimorsi prima dell’oblio di J. L. Lagarce;
  • La Gilda del Mac Mahon di G. Testori;
  • Il guardiano di Harold Pinter;
  • L’Adalgisa di C. E. Gadda;
  • Amleto di W. Shakespeare;
  • Porno funeral di Massimo Bavastro;
  • Giorni felici di Samuel Beckett;
  • In exitu di Giovanni Testori;
  • Prodigiosi deliri dagli studi di Sigmund Freud e Ludwig Binswanger – drammaturgia di Lorenzo Loris, Mario Sala, Roberto Traverso, Maria Zappa Mulas;
  • Vera vuz di Edoardo Erba;
  • Affabulazione di Pier Paolo Pasolini;
  • Antigone nella città di Gigi Gherzi;
  • La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda
  • La donna che legge di Renato Gabrielli;
  • Note di cucina di Rodrigo Garcia
  • Le notti bianche dal romanzo di Fëdor Dostoevskij
  • L’amante di Harold Pinter
  • L’editore di Nanni Balestrini
  • Gli amori difficili di Italo Calvino
  • Victor Hugo/Adele, Georges Simenon/Marie Jo – Una promessa d’amore di Lucrezia Lerro
  • L’angelo dell’informazione di Alberto Moravia
  • Le cosmicomiche/La boutique del mistero – Calvino incontra Buzzati di Italo Calvino e Dino Buzzati

ROBERTO TRAVERSO

Autore per il cinema e il teatro e dal 1986 collabora con il Teatro OUT OFF di Milano come responsabile della comunicazione. Dal 2017 condivide insieme a Mino Bertoldo e Lorenzo Loris la direzione artistica.

Laureato in Giurisprudenza a Pavia si è diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano in drammaturgia.  Ha svolto attività didattica in diverse scuole di formazione tra cui la Scuola D’Arte drammatica Paolo Grassi e il Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea OUTIS. Dal 2012 insegna sceneggiatura allo IED di Milano e dal 2013 al 2017 ha tenuto un laboratorio di scrittura all’Università Cattolica di Milano.

Tra i suoi testi teatrali rappresentati:

  • Favola calda, scritto con Edoardo Erba e Claudio Bisio (CSS Udini, teatro Zanon 1987);
  • Quadrato bianco su fondo bianco, (Milano d’estate, Teatro Out Off, Milano, 1990;
  • Nouvelle Vague, omaggio a Jean Luc Godard regia di A. Syxty (Out Off, Milano, 1997);
  • La seconda eclissi – premio “7 spettacoli per un nuovo teatro italiano” regia Lorenzo Loris (Roma, Teatro Argentina – 2000);
  • Fondamentalisti (Roma, Teatro Vascello, 2001 – rassegna Scrittori per la pace – Premio Hystrio alla drammaturgia 2002);
  • Il lupo cattivo, intervista al Marchese De Sade (Milano, Palazzo Reale, 2004 – in occasione del la mostra “La maschera e il volto del ‘700” a cura di Flavio Caroli) Reality Show – selezione Premio Extra Candoni (Udine, teatro S. Giorgio, 2005).
  • L’ultimo inverno, dal romanzo di Salvatore Niffoi (Milano, Rotonda della Besana, 2008 – Rassegna La giostra dell’Apocalisse);
    Anime, (Milano,Teatro Litta, 2009 – rassegna Connection);
  • Macerie da “Storie dalla SNIA” di Anna Turra (Pavia, Teatro Fraschini, 2010); Menage a 3 (Teatro Franco Parenti, Milano, 2011);
  • Fuckme(n) scritto con Massimo Sgorbani, Gian Paolo Spinato vincitore del premio Giovani realtà del teatro 2013 – Miglior Monologo (Teatro Ringhiera – Festival Mixitè 2013);
  • Prodigiosi deliri scritto con Lorenzo Loris, Mario Sala, Patrizia Zappamulas (Teatro Out Off, 2013).
  • Amore, ingenuità, poesia, sogno – scritto con Lorenzo Loris da “Sillabari” di Goffredo Parise (Teatro Out Off, 2018)

Tra le sceneggiature per il cinema:

  • A fior di Pelle (1987) regia di Gianluca Fumagalli  con Athina Cenci, Claudio Bisio, Mariella Valentini, Gigio Alberti  (Premio speciale della giuria al Festival di Salsomaggiore e al Festival di Annecy (Francia) – Coppa Pietro Germi al Festival di Avellino);
  • Asini (1999) regia di Antonello Grimaldi con Claudio Bisio, Giovanna Mezzogiorno, Fabio De Luigi, e con Isa Barzizza, Ivano Marescotti, Stefano Bicocche (Vito), Arnoldo Foà, Renato Carpentieri, Maria Amelia Monti
  • Asuddelsole (2001) regia di Pasquale Marrazzo con Giovanni Brignola, Elisabetta D’arco, Cristina Donadio –  (Viareggio Film Festival  2001 in concorso); 51mo Festival Internazionale di Mannheim-Heidelberg (2002); Toronto international film festival (2001 discoveries); Festival internacional de cine de San Sebastiàn (2001 in concorso, sezione nuovi registi); Festival de film italien de Villerupt (2002 in concorso); cinema Mediterranéen Montpelier (2002 Panorama), Festival internazionale di Mar del Plata (2004 Selezione);
  • L’ultima sigaretta (Cortometraggio 2004) regia Gianluca Fumagalli con Gigio Alberti e Debora Villa (presentato al Festival di Bellaria 2005).
  • Te lo dico pianissimo (2018) regia di Pasquale Marrazzo  con Stefano Chiodaroli, Pietro Pignatelli, Lucia Vasini

Nel 2010 ha vinto il Premio Wallrider – Milano città del futuro, con il soggetto Musa scritto insieme a Fabrizio Bozzetti.

Ha lavorato con Mediaset (Italia 1) come autore di programmi.

Tra i Premi e i riconoscimenti:
Premio 7 spettacoli per un nuovo teatro del 2000 – Teatro di Roma per “La seconda Eclissi”;

Premio Hystrio alla drammaturgia 2002 Extra Candoni a Scrittori per la pace con “Fondamentalisti”;

Selezione Premio Extra Candoni – (Udine, Teatro San Giorgio, 2005) per “Reality Show”;

Premio Giovani Realtà del Teatro 2013 – Miglior monologo per FuckMe(n) scritto con Giampaolo Spinato e Massimo Sgorbani.

Finalista Premio Scintille 2016 con il progetto “Cosa ci fanno qui tutte queste donne?” presentato dalla compagnia teatrale Evoè teatro.

Tra le pubblicazioni:

“FuckMe(n)” scritto con Giampaolo Spinato, Massimo Sgorbani – Prefazione di Ira Rubini (Cupress 2015); “Fondamentalisti” pubblicato sul n. 4 di Hystrio ottobre 2002;

“Happy Hour” testo pubblicato nel volume “Maratona di Milano” un’idea di Antonio Calbi e Oliviero Ponte di Pino (T90 Edizioni Luglio 2000);

“Favola Calda” scritto con Edoardo Erba e Claudio Bisio – prefazione di Rodolfo di Giammarco (Campanotto editore 1987).

AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE

MINO BERTOLDO
PRESIDENTE
Data nomina: 11/02/2016
Compenso: come da delibera è esclusa qualsiasi forma di emolumento

LORIS TRESOLDI
VICE PRESIDENTE
Data nomina: 11/02/2016
Compenso: come da delibera è esclusa qualsiasi forma di emolumento

ROBERTO TRAVERSO
TESORIERE
Data nomina: 11/02/2016
Compenso: come da delibera è esclusa qualsiasi forma di emolumento

CONTRIBUTI ISTITUZIONALI

11/07/2019 Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo contributo FUS € 202.894,00

26/7/2019 regione Lombardia Contributo per attività € 20.000,00

11/11/2019 regione Lombardia Assegnazione bando promozione educativa € 13.000,00

16/12/19 Comune di Milano Convenzione € 75.900,00

Consulenza paghe fiscale e legale € 19.680,00

31/07/2018 Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo contributo FUS € 204.756,00

28/06/18 regione Lombardia Contributo per adeguamento sala € 11.059,40

20/07/18 contributo per attività € 20.000,00

29/10/2018 Comune di Milano Convenzione € 78.500,00

24/09/2018 Municipio 8 € 1.750,00

09/01/2018Comune di Milano Convenzione 2017 € 77.500,00

19/09/2017 Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo contributo FUS € 195.006,00

11/10/2017 Contributo extra FUS 2a parte 40 anni Out Off € 21.000,00

Fondazione Cariplo – lettera assegnazione del 11/07/2017 € 60.000,00

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