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STORIA DI ZHANG

A proposito dello spettacolo che sarà in scena all’Out Off dal 11 al 16 febbraio

Chi decide di assistere a “Storia di Zhang” di Tullio Moreschi, opera premiata al concorso Vallecorsi di qualche anno fa e terza sua opera rappresentata (prima di questa “L’ultima commedia” e “Il cielo è sempre più blu”) si troverà di fronte ad una obbligatoria riflessione sul tema cruciale dell’indifferenza con la quale assistiamo spesso al destino di un prossimo che ci è pur vicino. Il testo propone domande attraverso dialoghi serrati, impetuosi, emotivamente  coinvolgenti. Al termine della rappresentazione ci si ritrova a confrontarsi con pensieri intensi, capaci di muovere la nostra umanità. Si viene spinti a prendere posizione rispetto a quanto visto e udito, a non restare spettatori indifferenti ai problemi che la vita propone.

Quanto accade in scena diventa traccia utile per ripensare alla propria esistenza, a come si entra in rapporto con gli altri e in cosa consiste la nostra speranza. Zhang aiuta a capire che il profondo desiderio di umanità e di verità presente nei personaggi è ciò che fa cadere l’estraneità tra gli individui e li avvicina. Attraverso il suo personaggio, l’autore evidenzia con la sua opera che anche nelle condizioni più difficili il cuore non si rassegna e, anzi, vive irrefrenabili impeti di generosa bellezza.

Gabriella Stabile Di Blasi

“Sto seguendo le prove di Storia di Zhang.Le mie parole si sono trasformate. Non più sequenza di lettere su un foglio ma immagini in movimento , risate e lacrime, musica e poesia.
Non riesco a ridurre di nuovo a semplici parole le emozioni procurate dal vedere un testo che molto amo prendere corpo e vita grazie al lavoro di un regista capace di creare atmosfere e ad attori capaci di riversarvi amore e passione .
Ho riso dove il testo rideva e pianto sulle lacrime di una attrice che ha pianto davvero sul palcoscenico.
Procurare emozioni condivise è esperienza non riferibile.
Significa che si è abbattuto il muro che separa parole e sentimenti. Significa che chi sta declamando ciò che hai scritto ha fatto sue le tue parole , le ha vissute, le ha compartecipate e farà di tutto perché altri partecipino alle sue, alle tue emozioni.
Significa che stiamo facendo Teatro con la maiuscola perché fare teatro non è salire su un palcoscenico o riempire una platea.
Il teatro è vita e la vita è lacrime e risate

Tullio Moreschi