Casca la Terra locandina

Stagione 2017-2018

Teatro Out Off in collaborazione con Guinea Pigs

Casca la Terra

Data (e)
dal 12/12/2017 al 23/12/2017
Ora inizio spettacolo
da martedì a venerdì ore 20.45;
sabato ore 19.30;
domenica ore 16.00
Biglietti: €18,00
costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00€ (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli)

Riduzioni: 12.00€ (Under 25) - 9.00€ (Over 65 Convenzione con il Comune di Milano)
Convenzioni

Casca la Terra locandina

di Fabio Chiriatti
con Letizia Bravi, Marco De Francesca, Francesco Martucci e Irene Timpanaro
dramaturg Giulia Tollis
progetto sonoro Gianluca Agostini
scenografia e costumi Stefano Zullo
regia di Riccardo Mallus

Spettacolo in abbonamento

Invito a Teatro

 

 

SIAE_Societa-Italiana-degli-Autori-ed-Editori    Progetto vincitore del premio S.I.A.E.
“Sillumina – copia privata per i giovani, per la cultura” Ed. 2016

Casca la terra, testo teatrale mai rappresentato di Fabio Chiriatti – autore pugliese under 35 – parla di genitori e di figli, di lavoro e soldi, della vita che diventa nemica. In scena due coppie, due diciannovenni o poco più e due “vecchi” di trenta, che pur abitando lo stesso spazio agiscono contemporaneamente sulla scena ma non interagiscono mai: i giovani parlano solo tra loro, e così “i vecchi”. Assistiamo a quella che sembra essere una giornata della loro vita, diluita nei rituali ossessivi del nonsenso quotidiano a tal punto da farci sorgere il dubbio che davanti ai nostri occhi non si dipani un giorno solo, ma una settimana o un mese o un anno.

La coppia più vecchia – composta da una donna e un uomo che sembra essere un fantasma – cerca senza successo un punto d’incontro che possa riappacificarli. Lui, morto suicida a seguito di un licenziamento, rimprovera a lei di non aver accettato il suo amore per il lavoro; e la donna, costretta su una sedia a rotelle, di rimando lo accusa di aver sempre amato una postazione da call center più di quanto abbia mai amato lei.

Quel che divide i giovani invece non  è il lavoro, bensì l’attesa di un figlio che non arriva, che non c’è, e che forse non può esserci… l’attesta spasmodica e al contempo capricciosa di un figlio che si vorrebbe come un nuovo Cristo, come un Redentore moderno che possa finalmente dare un senso ai giorni passati ad aspettarlo e quelli a venire. In quest’attesa si intrecciano offese, incomprensioni, minacce, nel tentativo reciproco di prevalere sull’altro, di non darla vinta, di avere l’ultima parola. Alla fine il figlio sembra arrivare, ma ci rimane il dubbio che sia tutta una finzione.

 

La visione scenica e la regia si incentrano sulla compresenza delle due coppie e sulla loro mancanza di comunicazione, come fossero due realtà parallele che non si toccano mai. La scenografia è pensata per creare due spazi distinti ma compresi nel medesimo macro-ambiente, come fossero due stanze di una stessa casa senza pareti, o co n pareti invisibili che il pubblico non vede. Lo spettacolo è accompagnato da una composizione sonora e musicale che contrappunta tutta l’azione scenica e che guida – e provoca – lo spettatore a percepire in determinati momenti quello che provano i personaggi, sia con l’utilizzo di suono “dal vero” (uccelli, pioggia, ecc.), sia con l’utilizzo di composizioni sonore più armoniche e melodiche, atte a esprime quello che i personaggi covano dentro di loro ma non dicono.

 

Diego Vincenti (critico teatrale per il Giorno e per il settimanale Hystrio) scrive dell’autore e della sua opera: “Un teatro solido, di grande ricchezza letteraria. Che ha il pregio di non prestarsi ad astuzie formali e di assumersi la responsabilità di addentrarsi in zone buie e pericolose dell’animo umano. Dalle quali emergono figure complesse, da prim’attori. Un teatro meticoloso, di grandi potenzialità drammaturgiche, dove un dettaglio struggente, un (in)atteso punto di vista, aprono squarci di emozione che trova i propri modelli nel secondo Novecento. E in una tradizione riletta con spirito post-moderno. Grazie a una scrittura già adulta, schietta, dove emergono rabbia e cinismo, violenza e una certa laica religiosità, sfumature melò e un barocco giocoso, di chi ama le parole e chi le pronuncia. Ma quello che forse più sorprende del teatro del giovane autore pugliese è l’innegabile natura scenica che si sposa con il piacere della lettura. A soddisfare così lettori e spettatori. Mica poco.”

 

Fabio Chiriatti

Trentatré anni, salentino, una laurea in Archeologia e un diploma in Scrittura Drammaturgica presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Dal 2008 a oggi lavora alla drammaturgia di molti degli spettacoli della Compagnia Zerogrammi, tra le collaborazioni spiccano quella con Koreja nella stagione 2015-16 e con la fondazione “La Notte della Taranta”. Nel 2015, la casa editrice Kurumuny pubblica “Lo scannatoio del lunedì”, una raccolta di alcuni dei suoi testi teatrali con una prefazione di R.R.Molinari.

 

Riccardo Mallus

Trentatré anni, milanese d’adozione, si diploma in regia presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e continua la sua formazione con Anatolij Vasiliev, Antonio Latella e Carmelo Rifici. E’ coordinatore artistico del progetto Tournée da Bar; coordinatore artistico di Identità Milano, progetto di Triennale e Comune di Milano; cura la messa in scena di Passati col rosso, reading-concerto di e con Gino&Michele; cura spettacoli con attrici e attori detenuti prodotti dal Teatro Carcano di Milano. Insegna alla Scuola di Teatro Paolo Grassi.