Stagione 2019-2020 - Nuovi incroci

Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi in collaborazione con Teatro Out Off

Non rimpiango nulla

Data (e)
29/09/2019
Ora inizio spettacolo
20:00

di Csaba Székely (Romania)
regia e scene Andrea Piazza
interpreti Giovanni Battaglia, Michele Bottini, Maria Caggianelli Villani
tutor Sabrina Sinatti traduzione Sofia Pelczer

“Così continuiamo a remare, barche controcorrente, risospinti senza posa nel passato”

 Francis Scott Fitzgerald, IL GRANDE GATSBY

 

Un monolocale in un palazzone popolare di periferia. Nessuno dei vicini sa che Dominic Kormos, il pensionato misantropo, è stato un torturatore professionista della polizia segreta rumena sotto Ceausescu. Ritiratosi a vita privata lontano dalla capitale, per le atrocità commesse non prova alcun rimorso: si è comportato da eroe, per costruire una società più giusta, per tutti. Ma il passato che Dominic credeva di essersi lasciato alle spalle torna a bussare alla sua porta: è Alex Dima, suo ex sottoposto, oggi attivo nei servizi segreti della Romania democratica, venuto a chiedergli di tornare ad usare le sue abilità di torturatore. Il rifiuto di Dominic è netto, ma l’incontro con la piccola Liza che vive al piano di sopra cambia totalmente le carte in tavola.

Non rimpiango nulla è un ingranaggio perfetto che ci costringe a guardare in faccia la realtà delle relazioni umane e dei meccanismi politici. Duro, struggente e commovente, ci parla di passato e di violenza riuscendo nel contempo a suscitare un sorriso con leggerezza.

Tre personaggi sempre in scena, Liza, Dominic e Alex, come simboli di presente, passato e futuro, di chi vive, fugge e insegue il tempo. E la vicenda, ambientata nella Romania contemporanea, che non si fa mai documento storico, ma si libera del peso della cronaca per svelarsi in una acuta riflessione sull’uomo e sulla democrazia di ogni tempo e di ogni luogo.

Con una lucidità disarmante, condita da tenerezza e sarcasmo, Non rimpiango nulla mette sotto la lente d’ingrandimento la violenza che dorme in ogni uomo e che si nasconde dietro ciascuna etichetta politica anche democratica. È la violenza che si cela anche in noi spettatori, nella fame voyeuristica di dettagli macabri che ci prende di fronte alle notizie e alle immagini di cui ci nutriamo ogni giorno.

E di fronte alla scrittura di Székely la capacità di giudizio di tutti noi, spie spiate, diventa impossibile: non c’è un bianco e un nero, non c’è salvezza o condanna. Siamo barche controcorrente, che remano ma rimangono ferme, in una realtà che si rivela essere un monocromo dalle infinite e impercettibili variazioni di colore.

 Andrea Piazza