Stagione 2019-2020

Teatro della Cooperativa

Nome di battaglia Lia

Data (e)
dal 21/04/2020 al 26/04/2020
Ora inizio spettacolo
martedì, mercoledì e venerdì ore 20.45,
giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16.00
Biglietti: €18,00
costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00€ (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli)

Riduzioni:
Convenzioni

nei giorni 23 e 25 aprile doppio spettacolo
Nome di Battaglia Lia alle 19.30
Mai morti ore 21.00
ingresso 2 spettacoli 20€

dal 21 al 26 aprile

Teatro della Cooperativa

ore 19.30

NOME DI BATTAGLIA LIA

testo e regia Renato Sarti

con Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti

con il patrocinio di ANPI e ANED

 

<<La scena volutamente scarna, solo tavole e sedie, accoglie i tre protagonisti in un’atmosfera intima, familiare, l’essenza vera erompe pian piano, attraverso la parola ricca di immagini e suggestioni, passato e presente si mescolano, per ricordare, per non dimenticare, per sentirci uniti e sodali.>>

-Francesca Motta, il Sole 24 Ore-

<<Il coraggio è quello di Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, morta incinta di otto mesi nel giorno della Liberazione del quartiere di Niguarda a Milano. Il suo destino traccia una linea ideale e profonda che la unisce a tutte le donne partigiane.>>

-Jessica Cavallero, La Stampa-

Quando nascerà il bambino non ci sarà più il fascismo.

Molte volte, quando si pensa alla Resistenza, l’immagine più usuale a cui si fa riferimento è quella del partigiano combattente e spesso ci si dimentica delle storie apparentemente periferiche. Ci si dimentica che, al di là dei momenti alti e celebrativi, esiste un mondo fatto di episodi che fanno parte di una quotidianità ai più sconosciuta ma dal valore estremamente significativo.

All’interno della grande pagina della Resistenza, il quartiere di Niguarda a Milano, e le donne dei suoi cortili, ebbero un ruolo particolare. Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano. E fu proprio in quel giorno che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città: colpita al ventre da una raffica di mitra di nazisti sulla via della fuga, moriva – incinta di otto mesi – Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna. Quest’ultimo vantava a Milano ben quarantamila aderenti, di cui oltre tremila attiviste: assisteva i militari abbandonati da un esercito allo sbando; aiutava economicamente le famiglie in cui il marito, o il padre, era nei lager o in carcere; era parte integrante dei Gruppi Volontari della Libertà e del comitato cittadino del C.L.N.; organizzava manifestazioni e comizi improvvisati nei mercati rionali o in altre zone della città; forniva staffette in operazioni delicate; stampava “Noi Donne”, un foglio clandestino precursore del movimento femminista. Inoltre, sulle spalle delle donne ricadeva gran parte del peso della realtà quotidiana, fatta di bambini e anziani da accudire nel freddo, nella fame e nelle malattie.

Un ritratto tragico e insieme vivace della Niguarda resistente, dedicato alle donne e al loro coraggio.