Stagione 2019-2020 - Nuovi incroci

Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi in collaborazione con Teatro Out Off

Milkyway

Data (e)
27/09/2019
Ora inizio spettacolo
20:00

di David Košťák (Repubblica Ceca)
Traduzione Fabulamundi a cura di Eleonora Bentivogli
Regia di Giacomo Nappini
Con Monica Bonomi e Edoardo Barbone
Tutor Sofia Pelczer

Note di regia

 “È il tempo che hai dedicato alla tua Rosa che ha reso la tua rosa così importante. Addomesticare significa creare dei legami, e tu sei responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato.”

 Il Piccolo Principe, A. Saint Exupery

 Ho scelto Milkyway di David Košťák, tra i 6 testi proposti da Fabulamundi Playwright, per un’immediata affinità elettiva: l’autore compie un volo verticale tra fiaba, poesia ed elementi tragici che hanno permesso al mio immaginario di esplorare il linguaggio metaforico, che da sempre mi interessa, in questa drammaturgia del tempo frammentata con diversi piani di realtà.

I due personaggi sono, a loro modo, archetipi. Un padre che parte per lo Spazio abbandonando sua figlia ci ricorda Ulisse che lascia Telemaco o, come citato nel testo, il Piccolo Principe che abbandona la sua Rosa o Peter Pan che fugge verso la sua Isola che Non C’è. Una figlia che resta ad aspettare il ritorno del padre e guarda il cielo, contempla sognando il ritorno di un eroe che altro non è che un naufrago dilaniato dalla polvere delle stelle che lo hanno reso immortale e solo.

Sulla base del “Paradosso dei gemelli”, trattato da A. Einstein, per lui sono trascorsi 5 anni nello Spazio, mentre per lei 50 anni terrestri. Riusciranno a riconoscersi e ad addomesticarsi? Klara nasconde un tragico segreto: Il Tic Tac del Coccodrillo scorre rapidamente per lei, stretta nelle fauci della malattia.

Il tempo è il grande protagonista di Milkyway, la dimensione che sfugge dalle dita: non ho tempo è una frase cifra dei nostri giorni, dobbiamo guadagnarlo, rincorrerlo, recuperarlo e questo genera angoscia. Finché non si impara a dare senso al tempo, ad abitarlo, a fare esperienza della durata:

“Essere presenza presente per l’altro significa farsi presenza animata da un desiderio. Ulisse rinuncia al sogno dell’immortalità per il volto di suo figlio, mostra che l’eterno è nel mondo, è qui, è nel legame con chi amiamo.”

 Massimo Recalcati

 

Ciò che ci illumina non è sopra di noi ma dentro le nostre vite, le persone che amiamo sono Stelle Cadenti che lasciano a noi un’eredità incandescente: la loro testimonianza.

 Giacomo Nappini