Stagione 2019-2020

Teatro della Cooperativa

Mai morti

Data (e)
dal 23/04/2020 al 25/04/2020
Ora inizio spettacolo
21:00
Biglietti: €0,00
costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00€ (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli)

Riduzioni:
Convenzioni

 

nei giorni 23 e 25 aprile doppio spettacolo
Nome di Battaglia Lia alle 19.30
Mai morti ore 21.00
ingresso 2 spettacoli 20€

23 e 25 aprile,  ore 21

Teatro della Cooperativa

In collaborazione con Teatro dell’Elfo, Teatri 90 Progetti/Maratona di Milano

MAI MORTI

Testo e regia Renato Sarti

con Bebo Storti

progetto luci Nando Frigerio

video Mirko Locatelli

 

<<Una pagina di storia e di palcoscenico che non smette di dare i brividi.>>

Paolo Bignamini, il Sole 24 Ore

 

<<Bebo Storti in un nostalgico e delirante monologo.>>

Stefano Delfino, La Stampa

 

<<Se uno spettro si aggira per l’Europa, ahinoi, è quello del fascismo, coi suoi codazzi vari – xenofobia, razzismo, nazionalismo, antisemitismo, autoritarismo –, tutti “mai morti”, anzi rifioriti e serpeggianti in seno alle destre di mezzo mondo.>>

Camilla Tagliabue, Il Fatto Quotidiano

 

Mai Morti è una “affabulazione nera” che fa discutere, arrabbiare, divide, emoziona e commuove. Con una scrittura evocativa, Renato Sarti ripercorre la nostra storia recente attraverso i racconti di un fascista mai pentito. È affidato a Bebo Storti il difficile compito di dare voce a questo nostalgico delle “belle imprese” del Ventennio fascista, oggi impegnato in prima persona a difesa dell’ordine pubblico contro viados, extracomunitari, zingari e drogati.

Mai Morti era il nome di uno dei più terribili battaglioni della Decima Mas. A questa formazione, che operò a fianco dei nazisti nella repressione anti-partigiana, e al magma inquietante del pianeta fascista il personaggio guarda con delirante nostalgia.

Durante una notte milanese dei nostri giorni, il protagonista si abbandona a ricordi sacri, lontani, cari. Evoca le “gloriose” azioni della Ettore Muti, come le torture praticate nelle stanze di quello che diventerà il Piccolo Teatro di Milano. Ricorda le stragi compiute dall’Esercito Italiano in Africa e l’uso indiscriminato e massiccio dei gas contro le popolazioni civili. Ad animare i suoi sogni a occhi aperti sono anche alcune vicende del passato più prossimo e del nostro presente: dalla strage di piazza Fontana nella Milano incandescente del 1969, fino al G8 di Genova.

Un monologo che cerca di rammentare, a chi se lo fosse dimenticato o non l’avesse mai appreso che la parola antifascismo ha ancora un fondamentale e profondo motivo di esistere, e per riflettere su quanto, in Italia, il razzismo, il nazionalismo e la xenofobia siano difficili da estirpare.