L'angelo dell'informazione di Alberto Moravia regia Lorenzo Loris da sx Antonio Gargiulo Silvia Valsesia Daniele Gaggianesi

Stagione 2017-2018

Teatro Out Off

L’angelo dell’informazione di Alberto Moravia regia di Lorenzo Loris

Data (e)
dal 9/01/2018 al 4/02/2018
Ora inizio spettacolo
martedì, mercoledì e venerdì ore 20.45,
giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16.00

di Alberto Moravia.
regia di Lorenzo Loris
con Antonio Gargiulo, Silvia Valsesia, Daniele Gaggianesi
scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini,
luci Alessandro Tinelli,
collaborazione ai movimenti Barbara Geiger.

foto di scena Agneza Dorkin

spettacolo in abbonamento      

 

Il 9 gennaio 2018 in sala Conferenze a palazzo Reale alle  ore 11.30, la compagnia sarà presente alla conferenza stampa di presentazione del Palinsesto 2018 Novecento Italiano, manifestazione del Comune di Milano che nasce con l’obiettivo di presentare al pubblico, per tutto il 2018, il meglio delle produzioni presenti a Milano – nelle diverse discipline – legate ad artisti e correnti del secolo scorso in Italia.

 

in occasione delle repliche dello spettacolo “L’angelo dell’informazione ” di Alberto Moravia – regia Lorenzo Loris giornalisti, scrittori, filosofi ed esperti introdurranno brevemente alcune delle repliche:

venerdì 12 lo storico e filosofo  Stefano Moriggi, martedì 16 il giornalista del Corriere della sera ed esperto del medioriente Lorenzo Cremonesi,  giovedì 18 gennaio il giornalista e inviato del Corriere della sera Francesco Battistini, giovedì 25 la scrittrice e giornalista del Corriere della sera Isabella Bossi Fedrigotti, mercoldì 31 gennaio  lo scrittore e giornalista, a lungo inviato speciale del Corriere Antonio Ferrari, giovedì 1 febbraio, lo scrittore e critico letterario Arnaldo Colasanti.

“L’angelo dell’informazione” di Alberto Moravia, fa parte di una raccolta di testi che il grande autore ha pensato appositamente per il teatro.

Da qualche anno, Lorenzo Loris sta seguendo un percorso che tende a mettere a confronto con la scena teatrale i grandi autori italiani che hanno contribuito ad innovare, nel tempo, l’uso della lingua italiana, da Testori, a Gadda a Calvino. Il suo percorso esplorativo continua quindi con Moravia.

Il testo, con tre personaggi (una coppia sposata e l’amante di lei), è ambientato a Roma e in esso vi sono continui riferimenti alla realtà italiana degli anni ‘80.

La commedia , scritta con un linguaggio immediato e diretto, tratta il tema della “verità” dell’informazione, argomento di grande attualità ai tempi di internet e fake news, ma di cui Moravia aveva intuito l’importanza fondamentale nell’epoca della comunicazione di massa.

Nel testo il suo interesse si rivolge sia in ambito privato, all’interno di un menage a tre, sia nel rapporto fra stampa e opinione pubblica.

Moravia mette in evidenza la differenza che sussiste tra informazione e conoscenza,  sostenendo che il maggior numero di informazioni fornite non conduce necessariamente alla verità. Il protagonista maschile è infatti un politologo che lavora per un giornale nazionale e si occupa di Affari Esteri.

Moravia sostiene che ci sono due maniere di nascondere la verità: non dare alcuna informazione, che è la maniera, diciamo così, tradizionale, oppure darne troppe (con tutti mass-media di cui disponiamo) che è la maniera veramente moderna.

Questo accade di riflesso anche alla coppia dei protagonisti che vivono la crisi del loro matrimonio perché tra loro non c’è verità. Nonostante un’intimità erotica rivelata attraverso una dettagliata descrizione dell’ oggetto del consumo sessuale, continua a rimanere tra loro una distanza. Ritroviamo la deliberata assunzione del sesso come strumento di liberazione per fondare una vita più schietta e autentica. Il rigorismo morale di Moravia è attenuato, cedendo il passo a una concezione sana della condizione sessuale in cui la tematica dell’autore è applicata alla maggiore istituzione etica borghese, il matrimonio.

Ciò che interessa Moravia e lo attrae non è tanto il problema della descrizione oggettiva degli atti e delle performance sessuali, ma quello più agitato e complesso dei rapporti tra i sessi, dove l’autore dispiega con chiarezza i suoi modi;  che non sono solo i modi di far teatro,  ma sono i modi di scrivere, di comunicare  i suoi processi logici, le volute del suo desiderio pedagogico. La strenua voglia, che Moravia sempre dichiara, è di voler far conoscere agli altri il risultato delle sue riflessioni, con lo scopo di farsi capire, dopo aver capito. “L’angelo dell’informazione” nasce da questo sforzo leggermente ironico di spiegare l’evidenza, dal rifiutare la dubbia logica del paradosso, per stare ai fatti. Moravia costruisce un apologo dove nessuno riesce a vincere nella lotta dei sessi, perché ognuno adopera il corpo dell’altro per quel che vale.