Foto Erica Falcinelli

Stagione 2019-2020

Teatro Out Off

Il sogno di un uomo ridicolo

Data (e)
dal 11/12/2019 al 22/12/2019
Ora inizio spettacolo
martedì, mercoledì e venerdì ore 20.45,
giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16.00

Mario Sala in “Il sogno di un uomo ridicolo” regia Lorenzo Loris – Foto Erica Falcinelli

di Fëdor Dostoevskij
traduzione e drammaturgia di  Fausto Malcovati e Mario Sala

con Mario Sala
regia Lorenzo Loris
scena Daniela Gardinazzi
costumi Nicoletta Ceccolini
luci e fonica Luigi Chiaromont
consulenza musicale Ariel Bertoldo
collaborazione ai movimenti Barbara Geiger
assistente alla regia Davide Pinardi
interventi pittorici in locandina Giovanni Franzi

spettacolo  inserito nell’abbonamento Invito a Teatro

mercoledì 11 dicembre alla Prima dello spettacolo delle 20.45  introduzione di Laura Rossi, docente di lingua e letteratura russa all’Università degli studi di Milano.


OLTRE IL TEATRO

GLI INCONTRI

Mercoledì 11 dicembre alle ore 18.30 incontro su Dostoevskij alla libreria Odradek in via Mac Mahon 28 con  Laura Rossi docente di lingua e letteratura russa all’UniMi. Presenta e modera Davide Pinardi, scrittore, sceneggiatore, filmaker e accademico.

Mercoledì 11 dicembre, al Teatro Out Off, dopo lo spettacolo delle 20.45,  incontro con la prof.  Laura Rossi.

Il 12,19 e 21 dicembre, dopo lo spettacolo, alle ore 21.00 circa, proiezione del film MAC DOS  – DOStoevskij in MACmahon di Davide Pinardi Back stage dello spettacolo “Il sogno di un uomo ridicolo” regia di Lorenzo Loris

Sabato 14 dicembre, ore 17.00 a MACAO (sala del cinemino) via Molise, 68 dialogo su Dostoevskij e l’Utopia tra il Prof. Fausto Malcovati, e Carlotta Muston e Davide Scotti di Extinction Rebellion

Raccontaci la tua Utopia
Storie di giovani che credono e agiscono affinché la felicità sia possibile su questa terra
– partendo da Milano –

venerdì 13, Teatro Out Off – post spettacolo delle 20.45

Incontro con Davide Scotti di Extinction Rebellion, Milano

Martedì 17 Dicembre, Teatro Out Off – post spettacolo delle 20.45
Presentazione dell’Utopia di Mep – Movimento per l’Emancipazione della Poesia.
Mercoledì 18 Dicembre, Teatro Out Off – post spettacolo delle 20.45
Incontro con Matteo Castellani, Silvia Fontana e Mariangela Vitale del gruppo Acropoli – Tempio del Futuro
Perduto.
Venerdì 20 Dicembre, Teatro Out Off – post spettacolo delle 20.45
Incontro con Francesca Rendano della libreria-bar, spazio alternativo Mamusca.


Un uomo qualunque sa di non essere considerato come vorrebbe, di non essere creduto: non solo, di essere addirittura costantemente deriso per ciò che pensa e dice. Dove può, quest’uomo, trovare la forza di continuare a vivere? Come può entrare in relazione con gli altri?  Nel suo cuore ferito e consapevole, la vita, a poco a poco, non può che spegnersi. Perché la sua esistenza abbia un senso è necessario che qualcuno gli risponda. E’ indispensabile che quella piccola fiammella che arde dentro di lui si alimenti attraverso uno scambio di attenzione, di affetto, di amore.

Ma se tutto ciò gli viene a mancare, niente vale più la pena.

All’improvviso accade però che quest’uomo, afflitto dall’inutilità di essere al mondo, riprenda forza e vigore attraverso un sogno e ritrovi la volontà e la gioia di vivere. Ha deciso infatti di trasmettere agli altri la propria straordinaria esperienza, basata su una verità incontrovertibile, tanto semplice ed evidente da non essere vista: l’amore salverà l’umanità e ciò che la circonda.

Questo è ciò che lo stravagante protagonista vuole comunicarci.  E per questo viene scambiato per un pazzo. In fondo, il testo di Dostoevskij sta tutto qui.                  

La nostra scelta per rappresentarlo è stata radicale. Abbiamo prosciugato ogni aspetto predicatorio, cercando di far emergere oltre che un valore religioso più universale, anche una visione profeticamente apocalittica del mondo contemporaneo su cui poter riflettere, filtrata però attraverso il candore e la simpatia del protagonista.

 Sulle tavole di un teatro in disarmo, in uno spazio svuotato, uno spazio destinato alla finzione in cui non c’è più niente da fingere, assistiamo al confronto fra uno strano individuo e le sue avventurose fantasie; una specie di clown, che vorrebbe svelare una verità importante a coloro che lo ascoltano ma non intendono prenderlo sul serio. Lui ne è cosciente e ne soffre. Ma in fondo non gli importa. Basta che il suo messaggio salvifico prima o poi raggiunga qualcuno e risvegli le anime morte delle persone che incontra.

Se ponessimo, per un attimo, l’attenzione sulle piccole meschinità quotidiane che tutti noi commettiamo nei confronti degli altri, allora capiremmo quante volte perdiamo l’occasione di tendere una mano a un nostro simile in difficoltà per trasmettergli anche il più semplice gesto d’amore.  

L’egoismo, la corruzione, la malvagità non sono inevitabili, il Male non è insito nella natura umana; una nuova via è possibile, una nuova umanità, in pace con se stessa e con la Terra, può nascere e prosperare. Dostoevskij sceglie, per diffondere “la lieta novella”, un uomo insignificante, un emarginato: proprio dai più umili può iniziare il riscatto.

 

<<Mario Sala un po’ uomo un po’ clown, un po’ straziante e un po’ irritante, passa dal grottesco al tragico, dalla rabbia alla all’abulia, assente e inutile, poi intenso e partecipante, attento alla gestualità che la regia di Loris ben guida e, grazie alla platea che vuota si spalanca alle spalle dell’attore, crea momenti suggestivi per un racconto profetico, potente e nitida parabola della condizione umana.>>

-Magda Poli, Il Corriere della Sera –

 

<<Il sogno di un uomo ridicolo di Fëdor Dostoevskij, scritto nel 1876, è un breve, delizioso racconto fantastico qui nella bella traduzione e drammaturgia di Fausto Malcovati e Mario Sala che trova una fisionomia meno visionaria ma di maggiore dolenza e tenerezza nella nitida, semplice, efficace messa in scena di Lorenzo Loris e nell’interpretazione generosa e sapiente dello stesso Mario Sala al Teatro OutOff di Milano.>>

-Anna Bandettini, La Repubblica-

 

<<Il monologo “Il sogno di un uomo ridicolo”, recitato da Mario Sala, sotto la regia di Lorenzo Loris, lascia il segno negli spettatori. L’idea di capovolgere il senso della rappresentazione, spostando gli spettatori sul palco e lasciando in mezzo a loro lo spazio all’attore è una soluzione che ha un significato forte.>>

-Ugo Perugini, Il Mirino-