Le cosmicomiche / La boutique del mistero Calvino Incontra Buzzati - TeatroOutOff stagione 2017/18

Stagione 2017-2018

Teatro Out Off

Le cosmicomiche / La boutique del mistero Calvino Incontra Buzzati

Data (e)
dal 2/05/2018 al 27/05/2018
Ora inizio spettacolo
da martedì a venerdì ore 20.45;
sabato ore 19.30;
domenica ore 16.00

Biglietti: €0,00
costo prevendita e prenotazione 1,50/1,00€ (salvo diverse indicazioni per specifici spettacoli)

Riduzioni: 12.00€ (Under 25) - 9.00€ (Over 65 Convenzione con il Comune di Milano)
Convenzioni

Le cosmicomiche / La boutique del mistero Calvino Incontra Buzzati - TeatroOutOff stagione 2017/18

di Italo Calvino e Dino Buzzati
regia di Lorenzo Loris
cast in via di definizione
scena Daniela Gardinazzi, costumi Nicoletta Ceccolini,
luci Alessandro Tinelli
collaborazione ai movimenti Barbara Geiger

Foto di Agenzia Dorkin

spettacolo in abbonamento Invito a Teatro

Negli ultimi anni, dopo aver portato in scena la prosa potente di Testori, l’espressionismo di Gadda, la finezza intellettuale di Pasolini, Loris si è accostato alla scrittura di Italo Calvino, portando in scena la scorsa stagione alcuni racconti tratti dalla raccolta “Gli amori difficili”.

Proprio nella differenza tra lo scrittore sanremese e gli altri autori già indagati drammaturgicamente risiede il suo interesse principale. Italo Calvino è un autore agli antipodi rispetto agli altri frequentati da Loris: non vi è in lui l’espressionismo di Gadda e la visceralità di Testori, al contrario Calvino è un autore cristallino, uno scrittore moderno che auspica un mondo letterario senza “soggetto”.

La leggerezza, a cui lo scritture ligure dedicò una delle celebri “Lezioni Americane”, serve per conseguire la chiarezza in un mondo dominato dal caos.

Con la sua opera fantastica ha aperto all’universo letterario la possibilità di usare strumenti utopici per affrontare la crudezza del mondo.

Ora, con questo nuovo progetto, il regista si pone l’obiettivo di fare un passo in avanti rispetto all’anno scorso e cerca di aggiungere un elemento di novità al percorso che negli ultimi anni ha avviato all’interno della Letteratura Italiana dei grandi autori del Novecento.

Per dare comunque l’idea di mobilità prova così a mettere in relazione parte del mondo letterario di Calvino ( già esplorato l’anno scorso) con quello ( più inedito per lui ) di Dino Buzzati.

Calvino e Buzzati costruiscono la narrazione da un assunto fantastico: sovente i loro racconti

nascono da un presupposto decisamente non realistico.

Questa scelta li accomuna e li avvicina pur in presenza di approcci personali riconoscibili.

In Calvino il fantastico è una trama leggera intrecciata nel vuoto. Per Buzzati il fantastico ha un peso, un’ancora gettata nel reale. Nei suoi racconti spesso lo spazio è duro e non coinvolgente ed avvolge i personaggi con un vento di tristezza.

Il fantastico di Calvino è ricco di colori sgargianti, quello di Buzzati ha i colori della terra.

Entrambi tuttavia  giungono ad una ulteriore convergenza rappresentata da una vena ironica che lascia spazio ad un sorriso liberatorio.

 

Italo Calvino, pur essendo universalmente conosciuto e ricordato per le opere letterarie, ebbe un fitto rapporto con il teatro.  Agli inizi della carriera scrisse opere teatrali, vincendo il Premio Riccione per il teatro e come giornalista si occupò di teatro per l’Unità. Ma oltre al rapporto quasi  sconosciuto e sottovalutato che Calvino aveva con il teatro, a Lorenzo Loris  interessa esplorare la potenza del suo linguaggio fantastico e realistico in scena, indagando il ruolo culturale di grande intellettuale ed innovatore della letteratura italiana, capace al tempo stesso di raggiungere vertici di profondità e leggerezza.

Dino Buzzati, giornalista, romanziere, scrittore di racconti. Da cronista per il Corriere della Sera, ha sottolineato le deformazioni dell’uomo, colpevole di aver smarrito la sua purezza originaria. Il lavoro come giornalista ha ispirato il suo romanzo più famoso “Il deserto dei tartari”: il deserto è la vita nella fortezza del giornale, che promette i prodigi di una solitudine che è al tempo stesso abito e vocazione. Attraverso i suoi scritti, è riuscito a raffigurare e a osservare con occhio critico il clima dominante in Italia durante e dopo la seconda guerra mondiale, i compromessi borghesi, la violenza sovversiva. Ha avuto anche uno stretto rapporto con il teatro. Soleva dire: “Il teatro è una cosa infernale, il teatro mette l’uomo in una situazione completamente diversa dalla vita normale. Ed è per questo che è affascinante. Quando entri nel mondo del teatro, entri nella favola, entri nella fantasia, entri nel mito, entri nella droga. Il teatro è una droga.”