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ZITTI TUTTI!
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di Raffaello Baldini
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con
Gigio Alberti
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regia
di Lorenzo Loris
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luci Alessandro
Canali
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produzione
teatro Out OFF
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Il
protagonista ricorrente dei versi iperrealisti di Baldini, a mezza via
fra il monologo e la descrizione, è un uomo comune vinto dall'angoscia,
tormentato dalla nevrosi, umiliato dalla vita, ma quasi mai patetico.
Anzi, le storie di paese che racconta risultano ora grottesche ora di
una comicità irresistibile.
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In Zitti tutti!, il caso ha assestato una brutta
botta a un uomo.
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Un
uomo maturo, vigoroso, amante del mangiar bene, sposato con due figli,
benestante, sano, apparentemente senza problemi.
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E
lui per reagire, per ribellarsi, parla. E ne ha per tutti e per tutto.
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Il
paese, la sua infanzia, le mode, la musica, la morte, l'esser ricco e
l'esser povero, l'esser bianco e l'esser nero, i figli, i sogni, i
viaggi, i libri,
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il
sapere, il tempo che passa, la moglie, la moglie, la moglie.....
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Perché
lui non è come gli altri, non è un numero, una pedina: "...ho le
mie idee io, faccio diversamente".
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Lo spettacolo ha debuttato a Milano al
teatro Out Off il 12 febbraio 2002
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Così la
stampa:
Zitti
tutti!
, bellissimo, inquietante monologo scritto dal poeta e giornalista Raffaello
Baldini quasi dieci anni fa. Ma il testo in scena all'Out off, forse il teatro
che propone a Milano la stagione più coraggiosa e stimolante, sembra del
tutto nuovo anche perché lo stesso autore, che l'aveva scritto e pensato per
Ivano Marescotti in dialetto romagnolo, l'ha tradotto in italiano e l'ha
affidato a Lorenzo Loris, che ha saputo costruire una gabbia, allo stesso
tempo comportamentale e ambientale, attorno al suo protagonista.
Maria Grazia Gregori, www.delteatro.it
Finalmente
un teatro che rifugge la realtà, che non sa che farsene della cronaca, un
teatro che si rifugia in una stanza e si confonde con lo sfogo di un uomo, uno
qualunque, uno di noi che ripassa la sua vita e quella degli altri.
Anna Bandettini, La Repubblica
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Raffaello Baldini, laureato in filosofia, dal 1955
vive e lavora a Milano dove, da giornalista, si è occupato a lungo
delle rubriche culturali di "Panorama". La prima raccolta
poetica, "E solitéri" edita da Galeati di Imola, risale al
1976 quando Baldini ha già superato i cinquant'anni. Seguono,
pubblicate da Einaudi, "La naiva" (1982) e "Furistìr"
(1988) che vince il premio Viareggio Poesia nello stesso anno. L'ultima
raccolta "Ad nòta" (Mondadori, 1995) ha ottenuto il Bagutta.
Per il teatro ha scritto tre monologhi teatrali, due dei quali in
dialetto: "Zitti tutti!" (1993) e "Carta canta"
(1997) convinto dall'attore ravennate Ivano Marescotti che ha portato
entrambi i testi in tournée nazionale ottenendo un successo di pubblico
clamoroso.
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Raffaello
Baldini poeta.
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La
poesia in vernacolo è sempre grande (quando lo è) all'interno della
terra che l' ha prodotta. Può esprimere una lirica sublime, sentimenti
universali, ma una volta travalicati i confini, queste bellissime
poesie, si scolorano fino a scomparire. Per alcuni poeti, fortunatamente
non è stato così e Raffaello Baldini è uno di questi, lo testimoniano
il premio Viareggio per la poesia e le sue raccolte pubblicate da grandi
case editrici italiane. A noi che possiamo capire la sua lingua ci basta
leggere o sentire i versi.
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Perché un monologo?
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di Raffaello Baldini
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La domanda è tutt'altro che assillante, d'accordo. Ma
qualcuno me l'ha fatta. E io ho sempre dato risposte che non mi
persuadevano. Forse, si può partire dal quotidiano più banale. Ci sono
momenti in cui si ha qualcosa da dire a qualcuno, che ci farebbe piacere
dire, che qualche volta addirittura sentiamo il bisogno di dire. E ci
accorgiamo che non vuole ascoltare nessuno. Ma forse sto esagerando, no,
non è proprio che nessuno ha voglia d'ascoltare, semplicemente uno non
ha tempo (ormai non si ha più tempo per niente) o ha ben altro per la
testa o non è il momento giusto o sta cercando anche lui qualcuno a cui
dire qualcosa. Forse, in qualche caso, è anche una questione di
ritegno: alla fine incontri la persona che saprebbe ascoltarti, ma senti
che, altro che qualcosa, gli dovresti dire tutto, e non t'arrischi e non
gli dici niente. Oppure, credi d'aver trovato la persona, stai parlando,
e ti rendi conto che quello ti sente, ma non ti ascolta. E non è che
faccia la commedia, ascoltare è difficile, ascoltare è sempre un po'
diventare l'altro, e uno si difende, d'istinto. O, anche, hai trovato
uno che ti ascolta, bene, parli, parli, ma, come a tradimento, ti viene
un pensiero velenoso: quanto dureranno i tuoi guai nei suoi pensieri?
dopo tanto parlare, quanto durerai tu per lui ? in lui ? cinque, dieci
minuti? un quarto d'ora ? Forse è anche una questione di pudore: si va
a céna con amici, si mangia e si beve e si ride, si attacca un filetto
ai funghi e si loda un indimenticabile brasato al barolo, si parla di
viaggi, di persone, di politica, di amori, poi si saluta e ognuno torna
a casa a ripensare alla solitudine e all'angoscia del vivere. In queste
condizioni, le cose che abbiamo da dire non resta che dircele addosso. E’
quello che fa il personaggio di Zitti tutti! Non sa a chi dire le sue
cose, e comunque le dice : a qualcuno che non c'è, allo specchio, a
vanvera. E rischia di far ridere. Ma in fondo chi l'ha detto che dalla
disperazione si può solo piangere ?
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Dalla presentazione a "Carta canta, Zitti tutti, In
fondo a destra – tre monologhi" di Raffaello Baldini – Luigi
Einaudi Editore.
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Zitti tutti!
fa parte della trilogia di monologhi pubblicata da Ubulibri e
Einaudi ed è stato messo in scena qualche anno fa da Ivano Marescotti.
Questa messa in scena di Lorenzo Loris parte da una premessa fondamentale,
l’utilizzo della traduzione in italiano del testo, scritto
originariamente per Marescotti in romagnolo. La forza espressiva del
dialetto è un’arma a doppio taglio che riesce pienamente quando alla
bravura dell’attore si aggiunge anche una sua profonda conoscenza della
lingua. Nel nostro caso Gigio Alberti e Lorenzo Loris hanno pensato invece
di utilizzare la traduzione in italiano del testo realizzata dallo stesso
Baldini. Un esperimento che ci allontana forse dal monologo così come era
stato pensato, ma che apre a una nuova prospettiva teatrale.
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Il protagonista ricorrente dei versi iperrealisti di
Baldini, a mezza via fra il monologo e la descrizione, è un uomo comune
vinto dall'angoscia, tormentato dalla nevrosi, umiliato dalla vita, ma
quasi mai patetico. Anzi, le storie di paese che racconta risultano ora
grottesche ora di una comicità irresistibile. In Zitti tutti!,
il caso ha assestato una brutta botta a un uomo. Un uomo maturo,
vigoroso, amante del mangiar bene, sposato con due figli, benestante,
sano, apparentemente senza problemi. E lui per reagire, per ribellarsi,
parla. E ne ha per tutti e per tutto. Il paese, la sua infanzia, le
mode, la musica, la morte, l'esser ricco e l'esser povero, l'esser
bianco e l'esser nero, i figli, i sogni, i viaggi, i libri,
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il sapere, il tempo che passa, la moglie, la moglie, la
moglie.....
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Perchè lui non è come gli altri, non è un numero, una
pedina: "...ho le mie idee io, faccio diversamente". "Perchè
in fondo basta adoperare il cervello e col cervello fai quello che vuoi,
e non devi nemmeno domandare il permesso a nessuno, al massimo diranno
che sei un po' matto. Ma un po' di matteria alle volte..."
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Raffaello Baldini, poeta (premio Montale per la poesia
2001, ndr)
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La poesia in vernacolo è sempre grande (quando lo è)
all'interno della terra che l' ha prodotta. Può esprimere una lirica
sublime, sentimenti universali, ma una volta travalicati i confini,
queste bellissime poesie, si scolorano fino a scomparire. Per alcuni
poeti, fortunatamente non è stato così e Raffaello Baldini è uno di
questi, lo testimoniano il premio Viareggio per la poesia e le sue
raccolte pubblicate da grandi case editrici italiane. A noi che possiamo
capire la sua lingua ci basta leggere o sentire i versi.
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Un uomo riservato al limite della timidezza.
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Con Tonino Guerra e Nino Pedretti, Raffaello Baldini
completa il singolare trio dei poeti dialettali di Santarcangelo (che
sarebbe poi un
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quintetto perché bisogna almeno ricordare Giuliana
Rocchi e Gianni Fucci).
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Scomparso anzitempo Pedretti, che dire degli altri due,
amici e sodali, per fortuna vivi e vegeti? Guerra (1920), di poco più
anziano di Baldini (1924), è ben più conosciuto nelle nostre lande
anche per via di una personalità debordante e di quella sua - se si
può dire onnipresenza pontificante in ogni manifestazione pubblica
della Valmarecchia e dintorni. Non ce ne voglia Tonino, il cui genio non
ha bisogno di ulteriori riconoscimenti, ma preferiamo Lello. Riservato
ai limiti della timidezza, questo asciutto gentiluomo dai capelli
bianchi e dai modi miti ma schietti, rivela il suo pudore persino nella
poesia dove, nonostante i tratti palesemente autobiografici, rinuncia
alla confessione in prima persona, insomma il protagonista ricorrente
dei suoi versi iperrealisti, a mezza via fra il monologo e la
descrizione, è un uomo comune vinto dall'angoscia, tormentato dalla
nevrosi, umiliato dalla vita, ma quasi mai patetico. Anzi, come ben
sanno i fans di Baldini, le sue storie di paese risultano ora grottesche
ora di una comicità irresistibile. Per chi invece non lo conoscesse,
ecco alcune note biografiche. Laureato in filosofia, dal 1955 Baldini
vive e lavora a Milano dove, da giornalista, si è occupato a lungo
delle rubriche culturali di "Panorama". La prima raccolta
poetica, "E solitéri" edita da Galeati di Imola "a spese
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dell'autore" come precisato sul volumetto, risale al
1976 quando Baldini ha già superato i cinquant'anni. Seguono,
pubblicate da Einaudi, "La naiva" (1982) e "Furistìr"
(1988) che vince il premio Viareggio Poesia nello stesso anno. L'ultima
raccolta "Ad nòta" (Mondadori, 1995) ha ottenuto il Bagutta.
Non male, per un dialettale comprensibile tra sì e no dentro i confini
regionali. Baldini si è poi misurato con due monologhi teatrali sempre
in dialetto: "Zitti tutti!" (1993) e "Carta canta"
(1997), convinto dall'attore ravennate Ivano Marescotti che ha portato
entrambi i testi in tournée nazionale ottenendo un successo di pubblico
clamoroso. A Marescotti il merito di aver intuito le potenzialità
teatrali dei versi di
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Baldini: più che poesie sono poemetti, racconti
compiuti, piccole sceneggiature a pieno titolo, popolate da personaggi
stralunati sullo sfondo di una realtà individuatissima di cui Lello è
parte e testimone. Ma in questo tripudio di consensi, è permessa una
voce fuori dal coro? Siccome un dialetto romagnolo univoco non esiste,
Marescotti traduce
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l'originale di Baldini, addolcito dai dittonghi delle
valli dell'Uso e del Marecchia, nella sua parlata di Villanova di
Bagnacavallo, quaranta chilometri più in là: una lingua sincopata,
tronca e, all'orecchio di chi scrive, quasi deforme. L'attore è molto
bravo eppure quelle parole monosillabiche e contratte non hanno granché
da spartire con la musicalità cantilenante del dialetto di
Santarcangelo, che è poi quasi uguale a quello di Bollarla e di S.Mauro.
A noi piace Baldini letto da Baldini (le rare volte che succede in
pubblico): una cascata di parole implacabili; un ritmo del parlare così
riconoscibile nel nostro quotidiano
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che non c'è attore che tenga; a meno che non sia
dialettofono e nativo del microterritorio di cui sopra, anni fa un afoso
pomeriggio d'agosto Baldini ci riceve insieme ad amici (siamo tutti
sconosciuti per lui) a casa sua, nel cuore antico delle contrade
santarcangiolesi. Nessuna formalità. E dire che, secondo il severissimo
critico Piervincenzo Mengaldo siamo al cospetto di "uno dei tre,
quattro poeti più importanti d'Italia". Si chiacchiera liberamente
di poesia e dialetto, di idee e progetti. Poi Lello si congeda con un
sorriso malinconico non senza aver prima proposto: "La volete una
fetta di cocomero?". Da E' solitèri 1938 La mèstra ad Sant'Armàid
dal vólti, e' dopmezdè, la s céud tla cambra e la zènd una Giubek.
La n fómma. Stuglèda sòura e' lèt la guèrda ch'ia s cunsómma. U i
pis l'udòur. Dal vólti u i vén da pianz. (La maestra di Sant'Ermete/
delle volte, il pomeriggio,/ si chiude in camera e accende una Giubek./
Non fuma./ Sdraiata sul letto/ la guarda consumarsi./Le piace l'odore./
Delle volte le viene da piangere.)
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Nando Patti da "Chiamami Città"
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