Teatro Out Off in collaborazione con
Malbék teatro, presenta:
di William Shakespeare
traduzione di Salvatore Quasimodo
con
scene e costumi Annelisa Zaccheria disegno
luci Enrico Berardi
suoni Renato Rinaldi
movimenti a cura di Elisabetta Faleni
immagini fotografiche Roberto
Conz
assistente alla regia Lucio Fiorentino direttore
tecnico Alessandro Canali
adattamento e regia di Antonio Latella
Leggendo le dichiarazioni di Orson
Welles a proposito della lavorazione del suo Otello mi aveva colpito una sua
frase: “Per me Jago è impotente. In
seguito ci siamo ritrovati a fare i conti proprio
con quell’affermazione sull’impotenza sessuale di Jago, sulla sua incapacità
di dare vita. In questo lavoro su Otello,
Jago agisce direttamente, non ha emissari, è un meccanismo di morte, è
il signore del male, come Giuda. Jago
è il regista del rito che ogni sera si compie davanti al pubblico, e Desdemona
è la vittima sacrificale .
Mi sono sempre chiesto se Otello ha
“consumato” l’unione con Desdemona e sono arrivato alla conclusione che
non vi è stato il tempo materiale. Per Otello l’unica forma di possesso di
Desdemona è la sua uccisione. La
gelosia di Otello, il suo temperamento animale lo fanno somigliare piuttosto ad
un insetto che a un uomo, e non a caso Shakespeare nella tragedia parla
continuamente di ragni, mosche, serpenti.
Questo Otello è un lavoro
sull’assoluto bisogno d’amore e quindi sull’impossibilità dei personaggi
di essere vita.
L’immagine che guida lo spettacolo è
quella di una cerimonia nunziale celebrata sulle note di una marcia funebre. Poi c’è l’acqua, quella di Venezia,
quella della tempesta, l’acqua del mare che conduce a nuovi luoghi, ma anche
l’acqua della fonte battesimale, la purificazione dopo il male.
Antonio Latella
Antonio Latella, attore e regista, è
al secondo lavoro con il Teatro Out Off. Dopo il positivo esordio milanese della
scorsa stagione con Agatha di Marguerite Duras, affronta quest’anno il massimo
drammaturgo e poeta inglese guidando un affiatatissimo gruppo di attori.
Così la stampa:
Uno spettacolo immediato, essenziale,
che va subito a segno.
Uno spettacolo interessante, immerso in
un’atmosfera anni Trenta che riesce a raccontare, con immagini spesso felici,
la tragedia shakespeariana
Magda Poli, Il Corriere della sera
In questo “Otello” a convincere è
la coerente precisione dell’adattamento, la ricchezza delle soluzioni
registiche, la serietà con cui viene affrontato il gioco del teatro.
Oliviero Ponte di Pino, Il Manifesto