16
novembre > 12 dicembre 2010
Teatro
Out Off e progetto NEXT - Regione Lombardia,
presentano
Prima
Nazionale

regia
Lorenzo Loris
con
scena
disegno
visivo
luci
foto
di scena
Scritto
nel 1959 e andato in scena nel 1960, “II guardiano” segna il primo vero
successo di Pinter che con questo testo riesce a toccare nel vivo la società
inglese dell’epoca. La pièce si svolge, come in altri testi del Premio Nobel,
in una “stanza”, ma lo spazio ingombro dei più svariati oggetti non
suggerisce altro che un mondo senza più ordine e armonia. In questo ambiente
inquietante e minaccioso assistiamo all’arrivo di un giovanotto, Aston, e di
un barbone, Davies, che viene assunto da Aston a fare il guardiano. Quando
irrompe in scena Mick, il fratello di Aston, gridando “A che gioco
giochiamo!” la partita a tre avrà regole brutali, e non conoscerà limiti di
campo. Quello che è veramente in gioco tra Aston, Davies e Mick è come
conquistare il dominio sull’altro e con quali strumenti.
Pinter
parla di qualcosa di oscuro che travalica la quotidianità, qualcosa che ci
riguarda profondamente e che è strettamente legato alla natura dell’uomo.
I
suoi personaggi finiscono per essere degli archetipi e divengono universali
perché parlano al cuore degli uomini. Questo dice Pinter riferendosi a loro: Penso
che non si tratti di un'incapacità a comunicare ma, anzi, di un deliberato
voler evadere la comunicazione. Parlarsi mette paura alle persone che allora
preferiscono divagare: chiacchieriamo continuamente di altre cose, piuttosto che
affrontare ciò che c'è alla base del nostro rapporto.
Anche
quando assomiglia a un rebus la scrittura di Pinter non perde mai di vista la
realtà e la politica. Le sue commedie, anche quelle più misteriose (e ai primi
posti sta sicuramente Il guardiano), indagano il senso politico del
quotidiano, la forza del linguaggio che il più delle volte è uno strumento
di coercizione.
Pinter
ci sprona a dare un calcio all’ignoranza ed evitare la paura, ci esorta a
costruire dei punti di riferimento e a non accettare
che qualcuno dei nostri simili venga tagliato fuori e viva nel vuoto.
Uno
dei problemi centrali del nostro tempo è trovare il senso di un’appartenenza.
Questa pièce è illuminante nel restituirci la necessità di costruire nelle
società del nostro tempo, un senso di comunità, di condivisione fra le
persone, in modo da favorire una sintesi viva di vita politica e vita privata
dove la coscienza politica non è una cosa teorica o astratta ma diventa parte
della vita, parte integrante del tessuto sociale.
Harold Pinter
, Londra, 10 ottobre 1930 – Londra, 24 dicembre 2008, drammaturgo e
sceneggiatore cinematografico. Il suo primo lavoro per il teatro è "Il
compleanno" del 1958 a cui segue il Guardiano nel 1960. Il suo teatro
segue le linee fondative di Kafka e Beckett, con il quale ha avuto l'opportunità
di stringere un'amicizia. Il tema di fondo è la nevrosi dell'uomo
contemporaneo, l'inadeguatezza di qualsiasi comunicazione. Nel 2005 Harold
Pinter riceve il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione:
" A colui che nelle sue commedie discopre il precipizio sotto le
chiacchiere quotidiane e costringe a entrare nelle stanze chiuse
dell'oppressione ".
Lorenzo
Loris, regista storico della compagnia, dopo essersi diplomato alla
“Scuola del Piccolo teatro” e aver frequentato un periodo di apprendistato
con maestri quali