16 novembre > 12 dicembre 2010

Teatro Out Off e progetto NEXT - Regione Lombardia, presentano

Prima Nazionale

IL GUARDIANO

 

 

di  Harold Pinter  

traduzione di Alessandra Serra

regia Lorenzo Loris

con Gigio Alberti , Mario Sala, Alessandro Tedeschi

scena Daniela Gardinazzi , costumi Nicoletta Ceccolini

disegno visivo Dimitris Statiris e Fabio Cinicola

luci Luca Siola

foto di scena Agneza Dorkin  

 

 

Scritto nel 1959 e andato in scena nel 1960, “II guardiano” segna il primo vero successo di Pinter che con questo testo riesce a toccare nel vivo la società inglese dell’epoca. La pièce si svolge, come in altri testi del Premio Nobel, in una “stanza”, ma lo spazio ingombro dei più svariati oggetti non suggerisce altro che un mondo senza più ordine e armonia. In questo ambiente inquietante e minaccioso assistiamo all’arrivo di un giovanotto, Aston, e di un barbone, Davies, che viene assunto da Aston a fare il guardiano. Quando irrompe in scena Mick, il fratello di Aston, gridando “A che gioco giochiamo!” la partita a tre avrà regole brutali, e non conoscerà limiti di campo. Quello che è veramente in gioco tra Aston, Davies e Mick è come conquistare il dominio sull’altro e con quali strumenti.

Pinter parla di qualcosa di oscuro che travalica la quotidianità, qualcosa che ci riguarda profondamente e che è strettamente legato alla natura dell’uomo.

I suoi personaggi finiscono per essere degli archetipi e divengono universali perché parlano al cuore degli uomini. Questo dice Pinter riferendosi a loro: Penso che non si tratti di un'incapacità a comunicare ma, anzi, di un deliberato voler evadere la comunicazione. Parlarsi mette paura alle persone che allora preferiscono divagare: chiacchieriamo continuamente di altre cose, piuttosto che affrontare ciò che c'è alla base del nostro rapporto.

 

Anche quando assomiglia a un rebus la scrittura di Pinter non perde mai di vista la realtà e la politica. Le sue commedie, anche quelle più misteriose (e ai primi posti sta sicuramente Il guardiano), indagano il senso politico del quotidiano, la forza del linguaggio che il più delle volte è uno strumento di coercizione.

Pinter ci sprona a dare un calcio all’ignoranza ed evitare la paura, ci esorta a costruire dei punti di riferimento e a non  accettare che qualcuno dei nostri simili venga tagliato fuori e viva nel vuoto.

Uno dei problemi centrali del nostro tempo è trovare il senso di un’appartenenza. Questa pièce è illuminante nel restituirci la necessità di costruire nelle società del nostro tempo, un senso di comunità, di condivisione fra le persone, in modo da favorire una sintesi viva di vita politica e vita privata dove la coscienza politica non è una cosa teorica o astratta ma diventa parte della vita, parte integrante del tessuto sociale.

 

 

Harold Pinter , Londra, 10 ottobre 1930 – Londra, 24 dicembre 2008, drammaturgo e sceneggiatore cinematografico. Il suo primo lavoro per il teatro è "Il compleanno" del 1958  a cui segue il Guardiano nel 1960. Il suo teatro segue le linee fondative di Kafka e Beckett, con il quale ha avuto l'opportunità di stringere  un'amicizia.  Il tema di fondo è la nevrosi dell'uomo contemporaneo, l'inadeguatezza di qualsiasi comunicazione.  Nel 2005 Harold Pinter riceve il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: " A colui che nelle sue commedie discopre il precipizio sotto le chiacchiere quotidiane e costringe a entrare nelle stanze chiuse dell'oppressione ".

 

 Lorenzo Loris, regista storico della compagnia, dopo essersi diplomato alla “Scuola del Piccolo teatro” e aver frequentato un periodo di apprendistato con maestri quali Carlo Cecchi e Luca Ronconi, ha realizzato un originale percorso attraverso la drammaturgia contemporanea e del Novecento:: da Boris Vian a Tennessee Williams, a  Joe Orton  e  Lars Noren, da Thomas Bernhard a Bertolt Brecht per arrivare ai contemporanei,  tra i quali, Peter Asmussen, scrittore danese e sceneggiatore di Lars Von Trier,  Edward Bond (Premio Ubu 2005), Roberto Traverso (Premio Teatro di Roma - Per un nuovo Teatro italiano del 2000); Raffaello  Baldini, uno tra i massimi poeti italiani del ‘900,  Massimo Bavastro , autore, di Naufragi di Don Chisciotte, (Premio Nazionale della Critica 2002), Rodrigo Garcia , Jean-Luc Lagarce, l’autore contemporaneo più rappresentato in Francia. Negli ultimi anni Lorenzo Loris ha sviluppato un confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter, Giovanni Testori). Questo confronto lo ha portato anche ad affrontare i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Marivaux,  Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) avendo sempre come obiettivo quello di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità.