16 e il 17 settembre, Teatro Out Off
compagnia del Teatro Popolare Italiano
AMLETO, di William Shakespeare

regia,
scene, costumi e revisione del testo: John Alexander Petricich
con
John Alexander Petricich, Laura Zeolla, Anna Plebani, Marco Favia, Alessandro
Bosi, Stefania Canevalli
musiche
originali eseguite da Furor Gallico
Stefano
Centineo, chitarra - voce
Laura
Brancorsini, violino
Becky
Rossi, arpa celtica
Maurizio
Cardullo, flauti, bouzouky, cornamusa
Simone
Sgarella, percussioni
Fonico: Roberto Brogliato
il
Celtic - Metal accompagna un Amleto
barbaro
ed edipico
La
compagnia novarese del Teatro Popolare Italiano e la band “Furor Gallico”
per
uno spettacolo teatral-musicale sperimentale che si segnala per la sua
originalità
“In
un mondo ideale, tutti dovremmo avere la possibilità, almeno una volta nella
vita, di riflettere sull’Uomo del Nord, sul Principe del Nord”. Comprendere
Amleto, interpretare Amleto: uno sforzo che può durare una vita e non essere
coronato dal successo. “Potremo però accontentarci di esplorarlo, cercando di
appropriarci, se non altro, del testo, con quella stessa frammentarietà di
sforzi e di stili con cui fu composto”. Con questo programma e obiettivo John
Alexander Petricich e la compagnia del Teatro Popolare Italiano, da quasi
vent’anni protagonisti della vita culturale ed artistica della città di
Novara, si propongono all’attenzione degli spettatori e degli appassionati
milanesi presso il teatro di sperimentazione Out off di via Mac Mahon
Una
rappresentazione pensata in chiave celtica grazie alla musica della band
“Furor Gallico”, che intervallerà e accompagnerà lo spettacolo con suoni
ispirati al genere del folkmetal.
Un
connubio che ha già riscosso notevole successo presso il Teatro Coccia di
Novara e il teatro-auditorium Lux di Gattinara (Vercelli), del quale Petricich,
attore protagonista e regista di questa rappresentazione, è fresco direttore
artistico.
“Ogni
volta che rappresento un'opera di Shakespeare mi sembra sempre l'ultima volta
che possa rappresentarla", suole ripetere lo stesso attore e regista,
sottolineando l’amore, la passione, ma anche il timore e il rispetto che
l’opera del genio inglese infondono anche oggi. Un personaggio Amleto, quello
del Teatro Popolare Italiano, che si identifica in un certo senso con Edipo,
come aveva già colto il padre della psicanalisi Sigmund Freud
(seguito
in questo dal suo allievo e biografo Ernest Jones), ma anche interprete
paradigmatico
della contemporaneità, pensatore geniale ma dalla volontà incerta e
imprecisa,
quasi soffocata da una riflessione non chiusa in se stessa, bensì china sul
dolore e la sofferenza che attraversano la vita di ciascuno di noi.
“Ho
sempre trovato naturale che l'origine del nostro rapportarsi col mondo fosse il
legame che abbiamo con nostra madre”, chiosa Petricich, che lancia una
domanda: perché Amleto nella sua furia interpretativa e speculativa si perde,
non riuscendo ad analizzare il suo problema (l’amore, la vendetta, il rapporto
con il padre e con la madre) con quella stessa potentissima lente che adopera
per decifrare il mondo e il destino ultimo dell'uomo?
A
ciascuno,ad ogni spettatore la sua risposta. Certo è che sarà un Amleto
violento, duro e barbaro. “Avrei voluto che Amleto – conclude Petricich - si
abbandonasse definitivamente al pasto totemico del genitore e fosse in grado di
interpretarlo; che smettesse di avvolgersi in un mantello di lutto per cercare
di condividere la dignità dei defunti, delle vittime, che non gli
appartiene”. In questo clima si colloca il “Furor Gallico”, ossia ciò che
gli antichi Romani dicevano dello stato di bramosia del sangue dei guerrieri
celti, pronti ad attaccare in
battaglia
per difendere il proprio popolo e le proprie terre. La band che prende il suo
nome proprio da questa definizione e composta da otto elementi (divisi in una
sessione elettrica di chitarre, basso e batteria e una sessione acustica
composta da arpa celtica, violino, whistles, bouzouki e cornamuse) mescola
appunto le melodie delicate e folkloristiche del mondo
celtico alla potenza del metal narrando leggende e tradizioni ispirate
alla Gallia Cisalpina, alla storia della mitica fondazione celtica di Milano,
alle radici pagane della terra d’Insubria.
Da
Elsinore