4 > 16 novembre 

Coproduzione L’ART e Teatro Out Off

PASQUA

di August Strindberg

drammaturgia e regia Monica Conti

Michela Martini (La Signora Heyst)

Federico Manfredi (Elis, suo figlio, laureando in filosofia, maestro)

Silvia Ajelli (Eleonora, sua figlia)

Greta Zamparini (Cristina, fidanzata di Elis)      

Alessandro Lussiana  (Beniamino, studente)      

Nicola Stravalaci (Lindkvist)      

 

Scene Claudia Calvaresi
Costumi Roberta Vacchetta

Luci Marcello Jazzetti
Suono Alessandro Saviozzi

Direzione Allestimento Gennaro Cerlino

Assistenti alla regia: Sonia Bonacina, Camilla Fraschini

Trucco: Maria Bojkowa  consolle: Franco Lupi

Macchinista: Vittorio Giuliana

Foto di scena:Tommaso Le Pera – Ufficio Stampa: Mara Serina

Direzione organizzativa    Oreste Valente

Scene Laboratorio Ostorero- Noleggio materiale luci: White lights- Parrucche: Audello Torino

 

PASQUA  è del 1900. Il “ mistero “ si sviluppa ritualmente, in tre atti scanditi come giovedì, venerdì e sabato santi; ma nonostante questo e i suoi densi riferimenti biblici, ha un'ambientazione borghese piuttosto modesta. Vi si narra, infatti, dei membri della famiglia Heyst che vivono nell'ombra di un padre inetto, finito in prigione “ per orgoglio “, e di un loro temibile creditore, Lindkvist, che nell'immaginario di quei derelitti si trasfigura in un orco. Nel terzo atto,però, Lindkvist  rimette inopinatamente i debiti in memoria d'una gentilezza ricevuta in gioventù dal vecchio Heyst. Così egli si rivela “il gigante che spaventa i bambini affinchè facciano i buoni” e lo 

 spirito correttore che   devasta l'orgoglio di Elis, che viene dunque ammaestrato dalla lezione della carità. In questo dramma “d'atmosfera grave”, ma per tanti aspetti surreale e non senza spunti dostoevskiani,si assiste a una regressione all'infanzia di una umanità smarrita e dolente di fronte ai misteri della  vita. 

da    “August Strindberg – il teatro della vita “ di Franco Perrelli  Iperborea

 

 

Di questo tremendo e geniale infelice che fu Strindberg, PASQUA è il tentativo di un momento di pace. Pieno di buona volontà Strindberg scrive un finale di Redenzione, quasi totalmente luminoso, con una lezione morale: è l'occhio “ nero “ del nevrotico Elis che ingigantisce il negativo e le paure. Basta cambiare occhio e può tornare la pace,, l'armonia, l'amore. Si può arrivare ad essere nuovamente bambini e credere nella Fiaba – Mistero di una Pasqua che libera dall'angoscia.

 

Monica Conti

 

 “Se sono in armonia con me stesso, sento l'aria morbida sulla mia pelle, e cerco gli uomini.

Passeggio allora per le strade fra la gente e mi sento a tutti amico. Ma se qualcosa non va, vedo solo nemici con sguardi astiosi, e talvolta il loro odio è così forte che sono costretto a tornare sui miei passi. Se poi mi accosto al paesaggio di Brunnsviken e ai boschetti di querce intorno a Rosendal, può accadere che la natura sia in accordo con me e io mi ci trovi come nella mia stessa pelle. Quel paesaggio è diventato parte di me, gli sono cresciuto insieme, ed è ormai uno scenario fisso per la mia persona. Ma possiede un temperamento anch'esso, e ci sono mattine che non andiamo d'accordo. Allora tutto cambia: le arcate delle betulle diventano frasche secche, gli incantevoli pergolati dei nocciòli non dissimulano eloquenti bastoni; la quercia allunga minacciosamente le                    sue braccia nodose sopra la mia testa e io mi sento come un giogo al collo. Questo disaccordo fra me e il mio paesaggio mi tende al punto che vorrei spezzarmi e fuggire.”

August Strindberg

 

August Strindberg ( 1849-1912 ) è non solo il più importante scrittore svedese, ma uno dei fondatori del teatro moderno, anzi – come scriveva Eugene O'Neill- “il più moderno dei moderni”. La sua tormentata esistenza ha segnato tutta la sua opera, in particolare il rapporto burrascoso con le donne da lui definite “vampiri che annientano spiritualmente l’uomo”.  Il padre (1887), La signorina Julie (1888), I creditori (1889), Paria (1889) e La più forte (1889) sono considerati i suoi primi capolavori.  Pasqua è del 1900, un testo poco conosciuto in Italia, misterioso e surreale, quasi una fiaba, che il grande scrittore svedese scrive per salutare il nuovo secolo e che Monica Conti , regista attenta alla contemporaneità, porta in scena in prima nazionale al teatro Out Off.

 

Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì >  venerdì ore 10 > 20

Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30

Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it

Biglietti:  16,00 Euro  - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25;  50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)

Abbonamenti: Offcard  35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 indicati (*); (under 25) 25 euro;  (over 60) 20 euro

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16

Trasporti pubblici: tram 12/14    Accesso disabili: con aiuto

 

Teatro OUT OFF  v. Mac Mahon , 16 - 20155 Milano 

Uffici, via Principe Eugenio , 22   -  20155 Milano

Telefono  02.34532140   Fax.  02. 34532105

E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it