13
gennaio > 15 febbraio 2009
Produzione
Teatro Out Off
ASPETTANDO GODOT
di
Samuel Beckett

traduzione
Carlo Fruttero
regia
con
Alessandro Tedeschi (Lucky) , Davide Giacometti (Ragazzo)
scene
costumi
consulenza musicale
luci
fonica e video
foto
Dopo
l’apprezzata messa in scena di “Finale di partita” nel 2003,
Quando abbiamo messo in scena
“Finale di Partita” nel 2003, abbiamo cercato di tenere conto delle
indicazioni introduttive al testo ma anche dell’ interesse che Beckett aveva
nei confronti dei ritratti dipinti da Giorgione. Lo studio di questi quadri ci
ha permesso di illuminare la scena in un modo singolare, restituendo la
sensazione di trovarci di fronte a uomini immersi nell’ antro nero e buio
della loro coscienza.
Questo
era in linea con quello che Beckett raccontava nel testo, ma nello stesso tempo
ci offriva anche un ampio margine di intervento dal punto di vista creativo.
Nel
rapporto tra Pozzo e Lucky la critica del primo dopoguerra aveva individuato il
kapò aguzzino che infieriva contro l’ebreo indifeso, mentre Estragone e
Vladimiro sembravano i testimoni attoniti di un orrore incommensurabile.
E
in quello spazio desertificato i due “clochard” erano diventati il simbolo
di un’umanità sterminata dove all’uomo non restava che attendere un domani
migliore.
Dopo
mezzo secolo da allora, nelle nostre metropoli multietniche “Aspettando
Godot” può rappresentare l’emblema di una società in cui l’uomo vive una
dimensione spersonalizzante e raggiunge il paradosso di sentirsi solo in mezzo
alla moltitudine.
Sinossi
Due uomini vestiti come vagabondi, Estragone e Vladimiro, si
trovano sotto un albero in una strada di campagna. Un certo Godot ha dato loro
appuntamento ma senza precisare Il luogo e l'orario. I due non sanno neanche
esattamente chi sia questo Godot, ma credono di poter rimediare qualcosa di
caldo da mangiare e un letto dove dormire all'asciutto. Mentre attendono passa
sulla stessa strada una strana coppia di personaggi: Pozzo, un proprietario
terriero, e il suo servitore, Lucky, tenuto al guinzaglio dal primo.
Estragone e Vladimiro sono incuriositi dall'istrionismo del padrone e
spaventati dalla miseria della condizione del servo. Pozzo e Lucky riprendono il
loro cammino. Intanto è calata la sera e Godot non si è fatto vivo. Arriva però
un ragazzo che riferisce loro che il signor Godot non può venire. Arriverà
sicuramente domani. I due prendono in considerazione l'idea di suicidarsi, ma
rinunciano. Poi pensano di andarsene, ma restano. Vladimiro ed Estragone
attendono pazientemente sotto l'albero l'arrivo di Godot. Vedono passare Lucky e
Pozzo, che nel frattempo è diventato cieco.
Sull'albero notano che sono spuntate due o tre foglie. Pozzo e Lucky se
ne vanno. Arriva il messaggero a dire che Godot anche stasera non potrà venire
ma verrà sicuramente domani.
Samuel
Beckett è considerato l’autore che più ha innovato
Andate
a vedere “Aspettando Godot”. Nel peggiore dei casi scoprirete una curiosità,
un quadrifoglio, un tulipano nero; nella migliore, qualcosa che sicuramente si
fisserà in un angolo della vostra mente per tutta la vostra vita.
H.
Hobson, Sunday Times, 7 agosto 1955