* il 25 e 26 ottobre ingresso € 3 per: Festa del Teatro - Teatri aperti

 

(21e 23 ottobre ore 20.45; 25 ottobre ore 22.30; 26 ottobre ore 17.45)

 

HIM

 

 

if the wizard is a wizard you will see...

produzione Fanny & Alexander

con Marco Cavalcoli

drammaturgia Chiara Lagani

regia Luigi de Angelis

promozione Valentina Ciampi e Marco Molduzzi ufficio stampa Marco Molduzzi

logistica Sergio Carioli amministrazione Marco Cavalcoli

 

«E la voce?». Chiese la bambina.

«Oh, io sono ventriloquo», disse lomino, «e posso fare uscire il suono della mia voce da dove voglio; per questo hai creduto che venisse fuori dalla testa.

E adesso vi mostrerò le altre cose che ho adoperato per ingannarvi...»

F. L. Baum, Il Meraviglioso Mago di Oz Malgrado la durezza e la crudeltà che mi è sembrato di vedere nel suo viso, ho avuto limpressione che davanti a me ci fosse un uomo di cui ci si poteva fidare, una volta che avesse dato la sua parola.

Dal discorso di N. Chamberlain alla Camera dei Comuni, 28 settembre 1938

Forse delle immagini mi affascina proprio la possibilità di non controllarle mai fino in fondo.

Non so esattamente perché, ma mi sembra sempre che le immagini non appartengano

mai a nessuno e che invece siano lì, a disposizione di tutti.

Maurizio Cattelan, Lectio magistralis

Al termine della sua famosa storia Dorothy giunge a Oz e, in procinto di essere esaudita, scopre che il suo mago è un falso mago e un vero

artista: un ventriloquo, esperto daria e mongolfiere, di illusioni e altre cose inesistenti. Le alterne sembianze del mago - la grande testa, la bella dama, la bestia feroce - si rivelano fittizie e mendaci. Ma erano davvero un inganno?

Se si volesse dar un volto a questo mago, concedere unapparenza istantanea al suo smascheramento, forse più che unimmagine occorrerebbe una lacuna, una traccia, un lembo del suo possibile e misterioso aspetto. Questistantanea, però, sarebbe lunga quanto la storia che lha prodotta, o che dallimmagine si è generata, lunga quanto il racconto intero che le è sigillo e che lei sigilla. Il Mago, protagonista indiscusso della storia, artefice dellinganno e della realtà dellopera, ne è forse il primo e solo committente:

inginocchiato, crudele e devoto, esile figurina desunta dalle pale di un altare barocco, spettro tridimensionale rubato alla storia o alla storia dellarte, statuetta ambigua sottratta a un più maestoso, ma invisibile, monumento civile.

 

 

Sinossi

Su un grande schermo approntato su palco è proiettato un film su Il Mago di Oz. Al di sotto, al centro della scena, la figura di un piccolo dittatore-direttore dorchestra, ossessionato dal film, del quale esegue senza tregua il doppiaggio, arrogandosi tutti i ruoli e, di più, lintera parte audio: voci, musiche, suoni e rumori. La comicità scaturisce proprio dallimpossibilità di poter doppiare effettivamente tutto e quindi dalla necessità di selezionare, volta a volta , le parti e i punti a cui dare voce. E come se il piccolo dittatore-direttore fosse „parlato“ dal film.

Egli adatta ai propri toni una differente modalità per ognuno dei personaggi e degli eventi del film, in unesilarante miscela performativa che da un lato esalta il susseguirsi della narrazione del film, dei colpi di scena, delle battute, mentre dallaltro vi aggiunge la vitalità che è caratteristica dei modi e dei ritmi propri del teatro.

 

(22, 24 e 25 ottobre ore 20.45;  26 ottobre ore 16.00)

 

K313

 

 

da “Breve canzoniere” di Tommaso Landolfi. Recital letterario.

riduzione a cura di Chiara Lagani

con: Marco Cavalcoli e Chiara Lagani

abiti: Bianca e Blu, Monica Bolzoni, Moda Designer

regia: Luigi de Angelis

produzione Fanny & Alexander, in collaborazione con Festivaletteratura di Mantova

promozione Valentina Ciampi e Marco Molduzzi ufficio stampa Marco Molduzzi logistica Sergio Carioli amministrazione Marco Cavalcoli

si ringraziano Idolina Landolfi, Paula Noah de Angelis, Rodolfo Sacchettini, Sofia Vannini

 

Se delle parole potessimo fare a meno, se avessimo in cambio qualcosa di più sostanzioso e di più sciocco, diretto, immemore, stupito, allora...

T. Landolfi

 

Lascio uscire da me i segni che ho ricevuto.

A. Warburg

 

Non è dato oggi di amare se non si ritiene preliminarmente che l’amore sia ormai impossibile o almeno condannato.

E. Zolla

 

Due attori. Due amanti. Della loro vita umana nulla trapela, perfino i nomi non si ritrovano nel testo. Una storia d’amore per il linguaggio,

per le forme. Una possibile riflessione sul dialogo d’amore come lingua disintegrata e disintegrante, lingua impossibile, lingua oltre l’utopia.

Breve canzoniere è un prosimetrum che inserisce in un breve romanzo 14 sonetti dedicati alla protagonista e sottoposti al suo giudizio feroce.

È un dialogo utopico fra due esseri fatti parola, due catene di montaggio di significazioni. Cosa accadrà quando ogni parola si esaurirà?

Che ne sarà, nel pieno silenzio, di quest’AMORE? Sarà questa sopravvivenza una luce, un colore, un odore? Potranno le parole più “cupe trite e polverose”, le parole ordigno restare inesplose? Potrà il dialogo più violento e crudo farsi soffio fantasmatico, cinguettio degli angeli, musica, come nella sonata per flauto e orchestra K.313 di Mozart, nume, vate, modello retorico sempre evocato?

 

 

 

Sinossi

K.313 è associato ad un’immagine-icona ispirata a un fatto di cronaca: l’attentato del 2002 al Teatro Dubrovka di Mosca in cui un gruppo di terroristi ceceni presero in ostaggio gli spettatori. Qui, in effetti, il pubblico non è in ostaggio di nessun terrorista, ma è uno dei più feroci testi di Tommaso Landolfi a tener prigionieri pubblico e artisti in una situazione che è ai limiti del surreale. In scena ci sono due attori, di fronte a ciascuno un tavolino con due microfoni a filo, due registratori, un quaderno di poesie, delle lettere d’amore, un’abat-jour, un porta cipria, un pacchetto di sigarette, dei dadi.

I due, in eleganti costumi di alta moda allusivi all’immagine terroristica (eleganti passamontagna, una scintillante borsetta-esplosivo...), posizionano una telecamera a raggi infrarossi che li riprende per tutta la durata del loro dialogo.

Il filmato è proiettato live su un grande schermo alle loro spalle, e quell’immagine sgranata ricorda i ben noti messaggi video registrati dai terroristi e inviati alle emittenti televisive. Il recital ha un andamento duplice: da una parte il nudo testo, rarefatto, intimissimo, dall’altra le musiche di Mozart, richiamate dalle parole di Landolfi (il Concerto per Flauto e Orchestra K.313) e contenute nei registratori e amplificate mediante gli stessi microfoni. Al termine una batteria di flash luminosi interrompe il dialogo illuminando a tratti le due figure, riverse sulle sedie.

 

 

Fanny & Alexander è una bottega d’arte fondata a Ravenna nel 1992 da Luigi de Angelis e Chiara Lagani. Ha finora prodotto una cinquantina di eventi, tra spettacoli teatrali e produzioni video e cinematografiche, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, convegni e seminari di studi, festival e rassegne. Nel 2006 ha portato a termine un progetto triennale legato al romanzo Ada di Nabokov svoltosi per tappe in una copiosa germinazione di spettacoli, eventi installativi e cinematografici, percorsi d’indagine letteraria culminati con la pubblicazione nel 2006 del libro Ada - romanzo teatrale per enigmi in sette dimore liberamente tratto da Vladimir Nabokov edito da Ubulibri e del dvd Rebus per Ada di Fanny & Alexander e Zapruder Filmmakersgroup per Luca Sossella editore nel 2007.

Luigi de Angelis, regista, scenografo, grafico, filmmaker, light e sound designer, assemblatore musicale e performer. Ha studiato canto gregoriano e pianoforte. Le sue ideazioni partono da una interrelazione tra musica, spazio sonoro e spazio scenico che coniuga gli sviluppi più interessanti delle arti figurative e del repertorio musicale contemporaneo.

Chiara Lagani è drammaturga, scrittrice, studiosa del linguaggio, costumista e attrice. Da anni compie un complesso lavoro di tessitura culturale e di indagine tematica assieme a studiosi e ricercatori quali Stefano Bartezzaghi, Margherita Crepax, Florence de Mèredieu, Alan Jay Edelnant, Elisabetta Gulli Grigioni, Jean Jacques Lecercle, Idolina Landolfi, Caterina Marrone, Antonella Sbrilli, Luca Scarlini, Maria Sebregondi, Rodolfo Sacchettini, Cristina Terrile. Ha condotto diversi laboratori per attori in Europa, ma anche conferenze in centri culturali e teatrali.

Marco Cavalcoli, attore. Dal 1997 è parte integrante della compagnia. Il suo percorso si intreccia a quello della compagnia Teatrino Clandestino negli spettacoli: Mondo Mondo (1995), Sinfonia Majakovskiana (1997) e Ossigeno (2006).         

 

Iniziative collaterali agli spettacoli di Fanny & Alexander:

 

IL RUMORE DELLE IMMAGINI.

Presentazioni di libri presso il Ristorante LE QUINTE, all'interno del teatro:

 

22 ott. ore 21.45La foto di Moro”, di Marco Belpoliti 

(ed. Nottetempo, 2008). Partecipano l’autore e Fanny & Alexander. 

 

25 ott. ore 21.45All’ordine del giorno è il terrore” di Daniele Giglioli 

(ed. Bompiani, 2007). Partecipano l’autore e Fanny & Alexander. 

 

26 ott. ore 17.006 SETT.2007” di Fanny & Alexander e Monica Bolzoni 

(ed. Il Vicolo, 2008). Partecipano gli autori e l’editrice Marisa Zattini.

 

 

 

Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì >  venerdì ore 10 > 20

Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30

Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it

Biglietti:  16,00 Euro  - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25;  50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)

Abbonamenti: Offcard  35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 indicati (*); (under 25) 25 euro;  (over 60) 20 euro

Gli abbonati potranno inoltre assistere agli spettacoli programmati dal Teatro i con uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto. Info:  www.teatroi.org

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16

Trasporti pubblici: tram 12/14    Accesso disabili: con aiuto

 

Teatro OUT OFF  v. Mac Mahon , 16 - 20155 Milano 

Uffici, via Principe Eugenio , 22   -  20155 Milano

Telefono  02.34532140   Fax.  02. 34532105

E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it