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18 > 21 dicembre

 

CHE TRAGEDIA!

 

 

Un progetto di Lorenzo Gleijeses ed Egumteatro

tratto dai testi greci tradotti da Edoardo Sanguineti

con Lorenzo Gleijeses , Andrea Capaldi, Armando Iovino, Davide Pini Carenzi

regia Annalisa Bianco e Virginio Liberti

Prodotto dal Teatro Stabile di Calabria in  collaborazione con  Festival Della Magnagrecia

 

 

Appunti per uno spettacolo

 

Premessa

 

La Tragedia Greca è morta e seppellita con la cultura greca. Quando Aristotele scrive la sua Arte Poetica, scrive il primo libro sulla storia del teatro. Gli autori citati dal filosofo sono morti e i testi studiati già da tempo sono diventati memoria storica. Aristotele non ha mai visto i debutti dei testi di Eschilo, di Sofocle o di Euripide. Ne ha sentito parlare. Si fida delle descrizioni di altri, coglie il senso di quel gesto artistico e dà vita al primo libro di semiotica teatrale.

Nei secoli successivi molti grandi autori teatrali, innumerevoli scrittori, filosofi e pittori, si sono lasciati influenzare dall’antico “canto del capro” e hanno coltivato il desiderio, l’ambizione e l’utopia di ridare vita allo spettacolo della tragedia greca.

Per noi, le parole scritte più di duemila anni fa restano lontane e incomprensibili. Non abbiamo l’illusione di poter fare un viaggio nel tempo a ritroso e nemmeno vogliamo cercare una  forzata attualità.

Le parole tragiche scelte sono quelle nella traduzione del poeta Edoardo Sanguineti. L’arte poetica tragica di Sanguineti si presenta ai nostri occhi come emozione musicale, come ineffabile umanità e come stravolgente appello ai sensi del corpo umano. Detto così tutto può sembrare teoria, invece per noi, esiste una violenta concretezza nelle frasi del poeta Sanguineti.

Emozione, Ineffabile, Stravolgimento e Concretezza sono per noi le linee guida per una nostra futura riflessione pratica sulle possibilità del Tragico ai nostri giorni. Non ci interessa tanto il racconto delle disgrazie di Antigone o di Edipo. Ci interessa la discesa negli abissi della sofferenza umana senza nome, senza storia come i quotidiani morti del Darfur, delle strade in Iraq o nei massacri successi in Rwanda. La violenza dei nostri giorni è anonima e le vittime sono corpi senza nome, senza passato, quasi sempre senza una identificazione. Ci accorgiamo della loro esistenza solo quando una bomba li ha uccisi e ha fatto a pezzi i loro corpi. Insomma, i testi tragici non sono un fatto culturale ma un  preciso racconto di orrori. 

Vogliamo entrare nel labirinto dei testi greci per restarci, per perderci senza cercare una illusoria via d’uscita. Il Tragico come un conflitto senza soluzione. Il Tragico come una macchina di sterminio per l’astuzia della ragione. Il Tragico come antidoto all’indifferenza del dolore altrui.    

 

Gli attori

La nostra avventura nel labirinto tragico è vissuta da giovani attori. Nessun pregiudizio anagrafico. Sappiamo che l’aspettativa di vita nell’antica Grecia era di 40 anni. Aldilà della filologia anagrafica, quello che ci interessava era formare un piccolo gruppo di lavoro composto da giovani e realizzare una formazione attoriale come si faceva un tempo, cioè, attraverso la realizzazione di spettacoli. Noi abbiamo avuto una formazione nelle scuole di teatro italiane ma crediamo che un attore debba studiare e contemporaneamente dormire, mangiare, bere, respirare  e sognare e soffrire su un palcoscenico, come un pilota che ha bisogno di ore di volo o di un marinaio tanto bisognoso di tempeste e forti venti. Detestiamo le immagini retoriche per parlare di cose concrete e la poetica dell’attore è l’arte concreta di far apparire (poiesis) i morti mai dimenticati perché eternamente ricordarti nelle e dalle parole di un vivo per altri vivi. Ecco, forse questo è il principio che ci ha guidato nel labirinto tragico: resuscitare i morti per scoprirci vivi.

Mah…come vedete non è così originale, questo era il canto del capro. 

 

Annalisa Bianco e Virginio Liberti (EGUMTEATRO)   

 

Estratti dalle critiche:

 

… un gruppo guida come EGUMTEATRO da sempre dedito al teatro moderno decide di misurarsi con l’antichità e lo fa in modo del tutto insolito, titolando con ironia Che tragedia! una serie di traduzioni classiche firmate da Edoardo Sanguineti, puntando esclusivamente su brani dei cori e dei messaggeri. A esprimerli con occhi sbarrati e precisi movimenti corporei, precisi fino alle vibrazioni, ci sono quattro ragazzi tra il 24 e i 30 anni… e anche se si sussurra del Dioniso, delle Baccanti, o si grida di Andromaca divenuta schiava, non si smette di parlare di noi, di questa umanità che galleggia nei secoli, grazie ad una comunicazione che scavalca il suono per trasmetterci vibrazioni sensitive. Gran serata con prove da brivido di Lorenzo Gleijeses , Armando Iovino, Andrea Capaldi, Davide Pini Carenzi.

 

Franco Quadri La Repubblica

 

… lode ai due intrepidi registi e, in specie, ai loro quattro attori, tutti bravissimi nella scansione ritmica del testo. Essi sono Lorenzo Gleijeses , Armando Iovino, Andrea Capaldi, Davide Pini Carenzi.

 

Franco Cordelli Corriere della Sera

 

… in Che tragedia! di EGUMTEATRO (in collaborazione con lo Stabile di Calabria), c’è un sottotesto non dichiarato che arriva dall’antica Grecia al Romanticismo… la fisicità dell’attore ( Lorenzo Gleijeses per primo), il linguaggio del suo corpo, è il vero linguaggio del teatro… la bellissima scena dell’acqua con due attori che vi si agitano fino ad immergervisi completamente, mentre Gleijeses/Dioniso rievoca compiaciuto il modo in cui ha “violentemente confuso” Penteo (Baccanti).

 

Renato Nicolini – L’Unità

 

… Davvero una gran bella prova artistica questa, e coraggiosa, da parte di un gruppo giovane e agguerrito come Egumteatro…. I quattro attori corrono, , si affannano, declamano in una prova che a  momenti si fa atletica (Fino all’apnea, con momenti di brivido, con risalite dove lo sforzo del raccontare è commovente, appassionante). Come la scena del coro che, in una corsa simultanea, da fermi, restituisce un crescendo ritmico e sonoro dove non conta più tanto la narrazione quanto lo spasmo nervoso, febbrile, parossistico dei coreuti, la corporeità al servizio della parola a dilatarne il senso, a spostare , come a teatro si deve fare, il limite tra senso e suono.  E’ raro godere di un tale e assoluto livello di spettacolarità teatrale, che unisce raffinatezza di traduzione, novità di ideazione della regia competenza e generosità attoriale.

                                                     

                                                                          Renzia D’inca - Hystrio

 

 

EGUMTEATRO

 

Annalisa Bianco e Virginio Liberti danno vita alla compagnia Egumteatro nel 1994 a Milano. Nel 1998 si trasferiscono nella provincia di Siena dove iniziano un'intensa attività sul territorio. Egumteatro crea un premio di drammaturgia, tiene seminari per attori professionisti, realizza spettacoli con gruppi dialettali, con gli allievi delle scuole elementari e con gli ex lungo-degenti dei servizi psichiatrici. Nella serie editoriale intitolata I Quaderni di Teatro raccoglie interviste inedite ad importanti registi europei. Dal 2002 cura la direzione artistica di Amiata Festival, festival di arti popolari che si svolge in agosto nei Comuni dell'Amiata senese.

La compagnia ha vinto il Premio Speciale UBU Giuseppe Bartolucci nel 1998.

Tra gli spettacoli più recenti realizzati dal gruppo ricordiamo: Quartett da “Le relazioni pericolose di Laclos” (2002) e Hamletmachine di Heiner Muller (2004), Loretta Strong (2004) e L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi (2006) di Copi. Hamletmachine e Loretta Strong sono stati presentati al Festival delle Colline Torinesi rispettivamente nel 2004 e nel 2005.

Un anno con 13 lune tratto dall’omonimo film di Fassbinder ha debuttato nel 2007 proprio al Festival delle Colline, è ancora in tournée in Italia ed è valso al protagonista, l’attore torinese Michele Di Mauro, la candidatura a miglior attore ai Premi Ubu 2007.

 

   

 

 

Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì >  venerdì ore 10 > 20

Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19, il sabato dalle 17; domenica dalle 15.30

Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it

Biglietti:  16,00 Euro  - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25;  50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16

Trasporti pubblici: tram 12/14    Accesso disabili: con aiuto

 

Teatro OUT OFF  v. Mac Mahon , 16 - 20155 Milano 

Uffici, via Principe Eugenio , 22   -  20155 Milano

Telefono  02.34532140   Fax.  02. 34532105

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