Dal 3 giugno al 6 luglio
LA SERVA AMOROSA

Elena Callegari (Corallina) e Giorgio Minneci (Pantalone)
di Carlo Goldoni
con
scene
Daniela Gardinazzi
costumi
Nicoletta Ceccolini
consulenza
musicale e musiche di Andrea Mormina
luci
Luca Siola
fonica
e video Fabio Cinicola
foto
Produzione Teatro Out Off
Dopo
aver lavorato per anni sulla nuova drammaturgia e su quella del ‘900 Lorenzo
Loris, regista di riferimento dell’Out Off, da
qualche anno ha deciso di confrontarsi con i massimi autori del passato, ma
sempre con occhio e sensibilità contemporanee.
“La serva amorosa” è il secondo testo di Goldoni che Loris mette in
scena, il primo fu nel 2006 “L’ultima sera di carnevale”, e
sicuramente l’attrazione del regista per questo autore sta nel fascino moderno
dei suoi personaggi, in quelle memorabili figure femminili che racchiudono una
complessità umana straordinariamente attuale ancora oggi a duecentocinquanta
anni di distanza. In questa commedia Goldoni fa di Corallina, la serva amorosa,
quasi un’eroina per intelligenza, capacità di relazioni e psicologia nel
capire gli uomini e le loro debolezze e nell’agire con malizia e ingegno tutte
femminili. Un divertito omaggio a tutte le donne e alla loro, a volte,
spregiudicata concretezza. Ma Loris
non manca di notare nella sua rilettura come
la superficie leggera dell’intreccio nasconda un affresco lucido e impietoso
di una società avida e venale, dove i rapporti tra le persone sono determinati
solo dal denaro e dall’interesse, uno spaccato esemplare in perfetto
equilibrio tra leggerezza e disincanto che rendono quest'opera veramente innovativa e affascinante.
(…)
La signora Medebac mi forniva idee interessanti, patetiche o d'una comicità
semplice e innocente; e la signora Marliani, vivace, spiritosa e naturalmente
scaltra, mi stimolava felicemente l'immaginazione, e mi incoraggiava a lavorare
in quel genere di commedie che richiedono finezza e artificio.
Cominciai
con La serva amorosa, cioè in francese la Suivante généreuse, perché
l'aggettivo amoroso in italiano si applica sia all'amicizia che all'amore.
Corallina,
giovane vedova ed ex-domestica di Ottavio, vecchio negoziante veneziano, è
legata d'amicizia disinteressata a Florindo, figlio di primo letto del
suo ex-padrone: lo accoglie in casa, e assiste con ogni cura l'infelice giovane,
scacciato dalla casa patema dalla malignità d'una matrigna avida e barbara. Non
basta: Florindo è innamorato di Rosaura, figlia unica di Pantalone: sa che la
ragazza risponde al suo sentimento, ma la durezza del padre non gli permette di
sposarsi, e d'altra parte crede di essere obbligato dalla riconoscenza a sposar
Corallina. Quella donna virtuosa comincia a persuaderlo che per lei non è
un'offesa se lui ne sposa un'altra; poi tanto fa che convince Pantalone ad
accordare la figliuola a Florindo, a patto che questi torni in casa del padre.
Si
trattava di conquistare la fiducia di Ottavio e di annientare le calunnie e gli
artifici d'una donna maligna e amata. Col suo spirito Corallina ci riesce:
Ottavio è convinto della falsità della consorte, riconosce l'innocenza del
figlio e stende in suo favore il testamento che stava ideando. La commedia
incontrò moltissimo. (…)
(…)
Dicesi che Corallina parla più che da Serva, ed opera con troppo ingegno e con
troppo fina condotta. Ciò è vero, se
tutte le Serve hanno ad essere quelle sciocche, che tali Critici avranno
praticato soltanto; ma io ne ho conosciute delle bene educate, delle pronte di
spirito, capaci de' più difficili, de' più delicati maneggi. lo non imbarazzo
questa mia Serva in cose superiori al femminile talento: ella è
una femmina più accorta di molte altre, siccome lo è effettivamente l'Attrice medesima, che ha tal carattere
rappresentato. È osservabile in questa Commedia il carattere della Matrigna,
che per far la fortuna di un suo Figliuolo cerca rovinare il Figliastro, ed è
non meno essenziale il personaggio di Ottavio, accecato dalle lusinghe
della seconda Moglie a segno di abbandonare il proprio Figlio, sagrificandolo
alla tirannide di una Donna mal conosciuta. Corallina ha il merito di
disingannare il buon Vecchio, di svelare le mali arti della Matrigna, e di
restituire allo stato suo il povero sventurato Florindo, onde le se adatta
mirabilmente il titolo di amorosa. (…)
Carlo
Goldoni
Goldoni nacque a Venezia il 25 Febbraio 1707 da
una famiglia borghese. Iniziati gli studi a Rimini, dopo un periodo
avventuroso che lo portò anche a seguire
una compagnia di comici a Chioggia, si laureò in giurisprudenza a Padova e
intraprese la carriera forense. Fu però la passione per il teatro a
caratterizzare la sua inquieta esistenza. Nel 1734 incontrò a Verona il
capocomico Giuseppe Imer
e con lui tornò a Venezia dopo aver ottenuto l'incarico di scrivere testi per il teatro San Samuele.
Seguendo a Genova la compagnia Imer, conobbe e sposò Nicoletta Conio.
Nonostante la guerra di secessione austriaca Goldoni
continuò a lavorare per il teatro curando gli spettacoli di Rimini occupata dagli
Austriaci; poi soggiornò in Toscana. Nel 1748 tornò a Venezia
e fino al 1753
scrisse per la compagnia Medebac una serie di commedie, in cui, distaccandosi
dai modelli della commedia dell'arte, realizza i principi di una
"riforma" del teatro. Sono di questo periodo: La bottega del caffè, La serva amorosa, La locandiera. Dopo aver rotto con il
Medebac, Goldoni assume un nuovo impegno con il teatro San Luca di Venezia
che durerà fino al 1761. E’ di questo periodo il suo capolavoro Il
Campiello,
mentre nell’ultimo anno
della sua permanenza nella città lagunare realizza laTrilogia
della villeggiatura: Sior Todero brontolon, Le baruffe chiozzotte e Una
delle ultime sere di carnovale. Nel 1762 Goldoni si trasferisce a
Parigi per occuparsi
della Comédie Italienne dove riprende una battaglia di riforma presentando
testi destinati alle scene parigine e a quelle veneziane. Goldoni
insegnò l'italiano alla famiglia reale e nel 1769 ebbe una pensione di corte.
Tra il 1784 e l'87 scrisse in francese la sua autobiografia, Mémoires.
La rivoluzione francese
sconvolse la sua vita e, con la soppressione delle pensioni di corte, morì in
miseria il 6 febbraio 1793. Le sue ossa sono andate disperse.
Lorenzo
Loris,
regista storico della compagnia, in
vent’anni di collaborazione con l’Out Off ha realizzato un originale
percorso attraverso la drammaturgia contemporanea e del Novecento. Negli ultimi
anni Lorenzo Loris ha sviluppato questo interesse allargandolo a un confronto
sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel
Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter). Questa direzione di lavoro lo ha portato
ad affrontare parallelamente anche i grandi autori del passato (Maurice
Maeterlinck, Marivaux, Carlo Goldoni,
Henrik Ibsen) con l’obiettivo di mettere in sintonia, le parole dell’autore
con la nostra contemporaneità.
Prenotazioni tel. 02.34532140 - da lunedì a
venerdì, dalle ore 10 alle 20
Botteghino aperto da lunedì a venerdì dalle 11
alle 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19; il sabato dalle 11 alle 13 e
dalle 16; domenica dalle 15.30
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, www.happyticket.it
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Euro - prevendita e prenotazione
1,50 /1,00 Euro
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(Convenzione con il Comune di Milano)
Spettacolo inserito nel carnet Invito
50 euro - 5 spettacoli; (under 25) 40 euro;
(over 60) 35 euro
abbonamento ai 3 spettacoli di Lorenzo Loris: Spettri di Ibsen ; Terra
di nessuno di Pinter ; La serva amorosa di Goldoni 27 €
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al 50% di sconto, allo stesso modo i nostri abbonati usufruiranno della
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domenica ore 16
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