dal
10
gennaio al 11 febbraio, il
Teatro
Out Off, presenta
TERRA DI NESSUNO * ( prima nazionale )
di Harold Pinter
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traduzione di Alessandra Serra
regia di Lorenzo Loris
con
Scene
Daniela Gardinazzi
Costumi
Nicoletta Ceccolini
Progetto
visivo Dimitris Statiris
Musiche
Ariel Bertoldo e Andrea Mormina
Luci
Luca Siola
Fonica
Fabio Cinicola
Foto
Agneza Dorkin
Produzione
Teatro Out Off
Un ricco e affermato scrittore e critico letterario, Hirst, dopo essersi
ubriacato al pub e aver fatto amicizia con un poeta vagabondo, Spooner, lo
porta a casa sua, in uno dei quartieri più esclusivi della città. La
notte è ancora lunga, i due continuano a bere, la gradazione alcolica è
altissima e il tono dei loro dialoghi raffinati diventa sempre più esilarante e
ricco di divertenti osservazioni. Forse i due si conoscevano da diverso tempo e
il destino ha riservato loro vite diversissime: uno è famoso e molto abbiente
mentre l'altro è costretto a lavorare nei pubs come cameriere per riuscire a
sopravvivere. In casa di Hirst vivono anche Briggs e Foster, due ambigui
aiutanti tuttofare che tollerano a fatica l'arrivo di quell'intruso. Spooner
viene chiuso a chiave nel salotto di casa e gli viene impedito di andarsene.
Arriva il mattino, Hirst e tutti gli altri riprendono a bere come se la notte
non fosse mai passata.
Perché
Pinter? Dopo Genet : “ Le serve “, Beckett : “ Finale di partita “,
Pinter rappresentava la naturale continuazione del percorso di avvicinamento ai
grandi classici del ‘ 900 dopo aver più volte scommesso su testi di autori
contemporanei spesso mai rappresentati ( Von Majenburg , Noren , Garcia ,
Asmussen ecc. ). Dopo questo lungo apprendistato ci siamo sentiti legittimati ad
affrontare i classici di un periodo che avevamo approfondito con cura. E questo
di Pinter è un testo anomalo , forse uno dei più critici e difficili da
mettere in scena , ed è per questo che è anche uno dei più stimolanti.
Un
testo che racconta il rapporto fra uno scrittore , un letterato , ma soprattutto
un uomo anziano e il suo passato. E’ un testo in cui Pinter scandaglia il “
proprio rapporto “ fra arte e vita e principalmente sviscera il senso di una
esistenza prossima alla fine dove anche i ricordi che sembrano essere le cose
vere che ci sono accadute , dato che abbiamo la certezza che ci hanno visto
testimoni , perdono consistenza e svaniscono nell’ indeterminatezza. In scena
ci sono 4 personaggi ma forse uno solo è reale e gli altri 3 non sono che la
proiezione di se stesso , dei suoi fantasmi. Pinter
scrive questo testo per fare un bilancio con se stesso e per raccontarci
la parte più oscura della propria anima.
No
man’s land cessa di apparirci come un immenso
punto interrogativo dove due vecchi compagni di Oxford non sono più sicuri di
niente, per prendere l’ aspetto, al contrario,
di un intenzionale doppio senso, di un grande malinteso dove un uomo di nome
Spooner, convinto assertore della necessità di vivere nel “ presente “,
cerca di trascinare un altro, di
nome Hirst, via da una certezza
finalmente a portata di mano, finalmente afferrabile una volta per sempre.
Questa
certezza è fin troppo chiaro che non è il “ passato “, in No man’s
land, ma il regno dei morti,
dove insieme ai ninnoli e alle porcellane sparisce anche il pettegolezzo
drammatico della “ vita “ coi suoi ricordi equivoci e con le sue dubbie
ragioni…
Cesare
Garboli
Dalla prefazione a “ Terra
di Nessuno”, Edizioni Einaudi
Harold Pinter , drammaturgo e sceneggiatore cinematografico, nasce a Londra il
10 ottobre 1930. Il suo primo lavoro per il teatro è "Il compleanno"
del 1958 a cui segue il Guardiano nel 1960. Il suo teatro segue le linee
fondative di Kafka e Beckett, con il quale ha avuto l'opportunità di stringere
un'amicizia. Il tema di fondo è la nevrosi dell'uomo contemporaneo,
l'inadeguatezza di qualsiasi comunicazione. Nel 2005 Harold Pinter riceve
il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: " A colui
che nelle sue commedie discopre il precipizio sotto le chiacchiere quotidiane e
costringe a entrare nelle stanze chiuse dell'oppressione ".
*
Spettacolo inserito nel carnet Invito a teatro e nell'abbonamento Out Off Card