Dal
17 maggio al 24 giugno
Teatro Out Off, presenta

IL TRIONFO DELL'AMORE * (
prima nazionale )
di Pierre Carnet De Marivaux
traduzione di Mariagiovanna Frigerio
regia di Lorenzo Loris
con
Elena Callegari, Giovanni Franzoni, Giorgio Minneci, Corrado Calda, Paola Campaner,
Stefania
Ugomari Di Blas, Alessandro Tedeschi
Scene Daniela Gardinazzi
Costumi Nicoletta Ceccolini
Consulenza Musicale Andrea
Mormina
Luci Luca Siola
Fonica Fabio Cinicola
Foto Agneza Dorkin
Leonida principessa di Sparta siede sul trono che suo padre ha usurpato al
giovane Agide.
Dopo averlo visto di nascosto nuotare in un laghetto, si innamora di lui
perdutamente e decide di farne il suo sposo e restituirgli ciò che gli spetta
di diritto.
Agide è stato allevato in gran segreto, in un eremo, dal filosofo Ermocrate e
da sua sorella Leontine secondo i principi della filosofia illuministica .
Devoti alla dea ragione Ermocrate e Leontine disprezzano emozioni e sentimenti,
diffidano di tutto ciò che è misterioso e inspiegabile e hanno insegnato al
giovane Agide a odiare profondamente la Principessa. Leonida e la sua fedele
dama di compagnia Corine si introducono travestite da uomo nel nascondiglio del
misantropo Ermocrate per conquistare il cuore di Agide.
Ermocrate però scopre che Leonida è una donna e allora Leonida decide
di fingersi innamorata del filosofo che se ne invaghisce all'istante e decide di
sposarla. Anche sua sorella cade folgorata dal fascino di Leonida (come
uomo) e intende legarsi a lei per sempre. Solo alla fine proprio mentre
Ermocrate e Leontine si accorgono di essere stati ingannati Leonida riesce a
vincere le resistenze di Agide e a rivelargli la sua vera identità.
Marivaux
mostrava con quali difficoltà, su un amore che esiste soltanto nella
venerazione e nel ricordo, se ne possa costruire un altro, vivo, che può
provocare ancora dolcezze, sospiri e lagrime. L’anatomia del cuore umano era
divisibile all’infinito. E nella progressione dell’azione, nella nascita del
nuovo amore che cancellerà il precedente, egli si vale di un giuoco non tanto
metafisico (come diceva Voltaire), ma musicale, con un insistere di accordi, di
echi, in un contrappunto agile e serrato, sempre costruito su una coppia di
personaggi, che s’inseguono come in una fuga.
(..)
Il
teatro di Marivaux è il perfetto rovescio del dongiovannismo. Tutto si
nasconde, agli altri e a se stesso, e quando la maschera cade, quando la verità
sommessamente o clamorosamente si svela, quando l’amore vince e appare nella
sua luce e il personaggio vede finalmente chiaro nel proprio cuore, allora il
teatro è finito.
Giovanni Macchia, Il Naufragio della
speranza, Mondadori, Milano
Provo
la più viva ammirazione per II Trionfo dell'Amore. Forse perché si
tratta, per così dire, di un Marivaux senza marivaudage.
(…)
Il
classico marivaudage è costituito da due personaggi che giungono al
limite estremo della conoscenza reciproca, e si sforzano di dare un nome a ciò
che sanno perfettamente. Nel Trionfo non c'è nulla di simile: il Trionfo
non è un teatro del riconoscimento, è un teatro del possesso, un teatro
demiurgico, nel quale ogni evento, ogni esito dipende dalla scienza e
dall'onnipotenza di un solo personaggio, la cui arma sovrana è la Menzogna.
(…)
tutto
si piega all'esigenza del piacere, il mondo intero è trascinato, con un
movimento irresistibile e privo di arretramenti intermedi (contrariamente alle
altre pièce di Marivaux), verso questo Trionfo dell'Amore che è,
chiaramente, un vero trionfo dei sensi.
Roland Barthes, Sul teatro,
Ed. Meltemi, Roma
Pierre Carnet
de Chamblain de Marivaux (
Parigi 1688 – 1763 ) fu anticonformista, erudito, polemista, romanziere e
scrittore di teatro. La sua fama resta però legata al teatro. Le sue cose
migliori sono le commedie, quasi tutte scritte per gli attori del Nouveau Théâtre
Italien. Tra le sue migliori commedie vi
sono: Arlequin dirozzato dall'amore (Arlequin poli par l'amour, 1722), La
sorpresa dell'amore (La surprise de l'amour, 1722), La doppia incostanza (La
double inconstance, 1723), La seconda sorpresa dell'amore (La seconde surprise
de l'amour, 1727), Le false confidenze (Les fausses confidences, 1737), II
trionfo
dell'amore (Le triomphe de l'amour,
1732), La prova (L'épreuve, 1740). La moglie fedele (La femme fidèle, 1755) è un dramma
borghese ante-litteram. Gli attori in buona fede (Les acteurs de bonne foi,
1757) commedia sul teatro.
Scriveva Marivaux di sé stesso:
«ho spiato nel cuore di tutti i luoghi segreti in cui si può nascondere
l'amore quando teme di farsi
vedere. Ciascuna delle mie commedie ha lo scopo di obbligarlo a uscire da uno di
quei rifugi».
Lorenzo Loris dal 1984 realizza all’Out Off un originale percorso sulla drammaturgia contemporanea e del ‘900 tra cui ricordiamo: Ritter, Dene,Voss di T. Bernhard (Festival di Spoleto,1999); La seconda eclissi di Roberto Traverso (Premio per un nuovo teatro italiano del 2000); Naufragi di Don Chisciotte di Massimo Bavastro (Premio della critica 2002); Le serve di J. Genet (2003); Note di cucina di Rodrigo Garcia (2003); Finale di Partita di Samuel Beckett (2004); Bingo, di Edward Bond (2005) Premio Ubu 2005 come migliore novità straniera; Una specie di storia d’amore di Arthur Miller (2006); Terra di nessuno di Harold Pinter (2007). Nelle ultime stagione la sua ricerca si è rivolta anche ai grandi classici del Teatro. Tra questi ultimi ricordiamo: L’ultima sera di Carnevale di Carlo Goldoni (2005); Pelleas et Melisande di Maurice Maeterlinck (2006).