dal   10  al  15 aprile

una produzione Kafka Motel produzioni in coproduzione con Teatro Out Off

in collaborazione con il ISR - Centro Culturale Svizzero di Milano   

 

DORA   

Le nevrosi sessuali dei nostri genitori (testo mai rappresentato in Italia)

di Lukas Bärfuss

regia di Giulio Baraldi

con Teresa Acerbis, Silvia Altrui, Giulio Baraldi, Fabrizio Pagella,  Alberto Torquati e Debora Zuin

luci Claudine Castay

scene  Simona Monfrinotti    

video e animazioni  Maurizio Caiazzo

assistente alla regia  Laura Casati

 

Debutto in Prima Nazionale   

 

Una drammaturgia originale e senza mezze misure: provocatoria e sorprendente, ironica e commovente, questa commedia nera sta attirando su di sé grande attenzione nelle attuali stagioni teatrali europee.

Per anni, la giovane Dora ha vissuto nelle tenebre psichiche, sotto l’influenza dei tranquillanti, somministrati da medico e genitori.

Un giorno, alla richiesta di sua madre, la ragazza smette di prendere le medicine: sua madre vuole finalmente scoprire la vera personalità di sua figlia!

Dora, così, si sveglia dalla sua docilità artificiale: sviluppa un immenso appetito di vivere, mostra la sua vera natura e scopre, soprattutto, la sua sessualità.

Di lì a poco, comincia a frequentare uno sconosciuto, un rappresentante di profumi, che la maltratta e la stupra. I suoi genitori restano atterriti, ma non Dora: a lei sembra solo un modo possibile di amare ed essere amata.

La sua esistenza è vivace, genuina, espressa senza la minima inibizione;

Dora ‘approfitta’ senza il minimo imbarazzo della sua gioia di vivere.

Quelli che, invece, vengono alla luce sono i punti deboli di un mondo adulto,

-il nostro- in apparenza tollerante e, in fin dei conti, chiuso, buio e asfittico.

Mentre Dora resta incinta e difende, allo stremo, il suo desiderio di maternità,

i suoi genitori, ‘per il bene’ della figlia, alla fine, decidono di intervenire drasticamente nella vita di Dora…

 

Ho scelto questo testo, mai rappresentato in Italia, per diversi motivi: finalmente una drammaturgia politically scorrect, che ha il pregio maggiore nel non dare giudizi morali, a priori, su questioni delicate e, necessariamente, aperte. “Dora”, inoltre, è un viaggio ironico e lancinante, che parte dall’handicap psico-fisico, dall'immobilità della protagonista, attraverso il suo risveglio esteriore ed interiore, fino a una possibile estasi. Al fiorire scenico della ragazza, fa da contraltare, un progressivo spegnimento, abbruttimento e degrado degli altri personaggi. L'unico modo che trovano per negare la propria fragilità è reagire con superficialità e violenza, “scagliando le proprie armi contro un mare di stenti”.  Paradossalmente - ed è questo un altro elemento importante del testo - le nevrosi sessuali degli adulti vengono svelate dalla libertà sessuale dei loro figli: quando Dora interrompe il trattamento, destinato a dissimulare la 'rotella che le manca', sviluppa un appetito di vita e sesso che genitori, psichiatra e datore di lavoro non riescono ad accettare. Ho rappresentato Dora, lavorando insieme ad un'attrice giovanissima ma molto disponibile a rischiare e di talento; dopo l'immobilità iniziale, abbiamo cercato insieme un progressivo movimento, permettendo al personaggio di muoversi da un luogo, da una scena all'altra, reagendo vivacemente agli impulsi del suo quotidiano, comportandosi, teatralmente, come una giovane fera, una ninfa scatenata, ma profondamente sensibile e curiosa, chiusa in un ‘recinto’ sociale, che ormai le si stringe sempre più attorno. In alcune scene ho voluto e cercato di spargere 'benzina sul fuoco’, inasprendo alcune situazioni e conflitti; ma nella mia idea di messa in scena, questa è l’estremizzazione necessaria, l’esplosione delle dinamiche che, teatralmente, mi interessano e mi muovono.  Per me l'ironia, la leggerezza, è un possibile veicolo elettrico, un linguaggio perturbante per mettere in scena le situazioni più delicate; affrontare questo lavoro, ragionandoci dopo un lungo percorso, è stato come guardare attraverso l’incavo di una parete, nella privacy registrata di una voce metallica, mettendo le dita nelle fessure ruvide e grezze del testo, per svelare, quando possibile, la poesia disarmante della nostra mistica debolezza.

 

                                                                                                                         Giulio Baraldi

Lukas Barfuss

Nato nel 1971 a Thun (Svizzera), dove ha passato la sua gioventù. Dopo  gli studi, ha avuto diverse professioni, specialmente quella di libraio. Dal 1997, vive del mestiere di scrittore, come drammaturgo e autore di prosa e teatro a Zurigo. Ha fondato insieme a

Samuel Schwarz il gruppo teatrale 400asa. Sebbene da noi pressoché sconosciuto ha già

ricevuto diversi premi e distinzioni:

1998 - Borsa della fondazione Lydia Eymann Langenthal

2000 - Premio di incoraggiamento ZKB (Zurigo) per Medea. 214

Bildbeschreibungen

2001 - Premio della cultura della città di Thun

2003 - Medaglia culturale della città di Zurigo e distinzione letteraria

della città di Berna

2003 - Premio del Libro del cantone di Berna

Eletto giovane drammaturgo, in lingua tedesca dell’anno 2003, dall’inchiesta condotta tra i i critici per la rivista Theater Heute.

 

Giulio Baraldi ha contribuito alla nascita e alla vita di compagnie teatrali di ricerca quali Egumteatro, Aia Taumastica e Macrò Maudit, di cui è stato direttore artistico dal 1999 fino alla scorsa stagione. Ha recitato con Enzo Iacchetti, Pierpaolo Sepe ed Alfonso Santagata.

Ha scritto, diretto e interpretato numerosi spettacoli tra cui ‘Mobbing!’, ‘Nel fango del dio pallone’, ‘Come Vallanzasca’ e ‘Atti Sovversivi’.

Con ‘Le nevrosi sessuali’ inizia un nuovo percorso di regista-attore, legato alla drammaturgia contemporanea e alla riscrittura di testi classici.

 

* Spettacolo inserito nel carnet Invito a teatro e nell'abbonamento Out Off Card