10 giugno
teatro Out Off , presenta una produzione
Nuovo Teatro Nuovo
Teatro Stabile di Innovazione
in coproduzione con
con Marco Foschi, Stefania Troise, Cinzia Spanò, Rosario tedesco, Enrico Roccaforte, Annibale Pavone, Giuseppe Lanino, Giuseppe Massa, Marco Cacciola, Marco Martini, Giuseppe Papa, Mauro Pescio, Giovanni Prisco
regia di gruppo a cura di Antonio Latella
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Negli ultimi tre anni, Nuovo Teatro Nuovo – Teatro Stabile di Innovazione e Teatro Stabile dell’Umbria hanno prodotto, alternativamente, quasi tutti gli spettacoli diretti da Antonio Latella. Questa assiduità elettiva comune, con il lavoro di uno fra i più seguiti registi delle nuove leve, ha determinato nei due Stabili la scelta di produrre insieme Bestia da stile di Pier Paolo Pasolini, con la regia di Antonio Latella, condivisa con i suoi attori. E il progetto ha trovato ne la Biennale di Venezia un riscontro di grande rilievo.
Bestia da stile ha debuttato in prima assoluta a Venezia per la Biennale Teatro, al teatro Piccolo Arsenale, mercoledì 22 settembre 2004, nell’ambito del 36. Festival Internazionale del Teatro, quest’anno diretto da Massimo Castri. Giovedì 23 settembre, lo spettacolo è stato replicato.
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Era il 1965 e il 1966, Pasolini ideò e scrisse tutte le sue sei tragedie in versi, almeno come prima stesura. Solo Bestia da stile rimase aperta a lungo, mai licenziata, di fatto, divenendo così, fatalmente, la sua ultima opera teatrale.
Di bestia da stile[1]
dice Pasolini, nella nota che introduce il testo:
"Ho scritto quest'opera
teatrale dal 1965 al 1974, attraverso continui rifacimenti, e quel che più
importa, attraverso continui aggiornamenti: si tratta, infatti, di una
autobiografia. […] Nell’estate del 1974 ho scritto praticamente, la lunga
appendice. Che il lettore, se vuole, può però non leggere. L’opera finisce
con le parole «ebbro d’erba e di tenebre». Poi nell’appendice ci sono ancora
cose importanti (per me) ma la «fine» (la cui risonanza nel silenzio della
«fine» è di solito lo stilema più bello dell’opera) è lì.”.
L’opera è uscita postuma, nel 1977, per i tipi di Garzanti Editore.
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A |
ntonio Latella ha iniziato il suo lavoro sul teatro di Pasolini con la messinscena di Pilade (produzione Out - Off, 2002). Ha proseguito con Porcile (produzione Nuovo Teatro Nuovo, in collaborazione con Festival di Salisburgo, Young Directors Project, 2003) .
Ora, con bestia da stile, conclude una sua personale trilogia pasoliniana, costituita da tre opere fra le più intimamente autobiografiche del Poeta.
bestia da stile è divisa in nove episodi, come fossero atti o canti, seguono, nell’edizione Garzanti, una prima Appendice, composta di sei frammenti e, solo nell’edizione Mondadori, una seconda Appendice, composta di due frammenti.
Latella ha scelto di rappresentare brani di entrambe, sia anticipandoli nel corpo dello spettacolo, sia facendoli seguire al celebre verso “[…] ebbro d’erba e di tenebre.”.
La polifonia, che muove la tragedia è tutta interiore. Le parti: Jan, sorella, madre, padre, Karel, Novomesky, ragazzo partigiano, il capitale, la rivoluzione, il coro, più che come personaggi distinti, appaiono come funzioni, persone simboliche, che porgono la Poetica dell’Autore, esprimendone tutti i conflitti.
In scena, a dare voce ai versi di Pasolini, tredici attori: Marco Cacciola, Marco Foschi, Giuseppe Lanino, Marco Martini, Giuseppe Massa, Giuseppe Papa, Annibale Pavone, Mauro Pescio, Giovanni Prisco, Enrico Roccaforte, Cinzia Spanò, Rosario Tedesco, Stefania Troise, che, così come i collaboratori, Cristina Da Rold per i costumi, Giorgio Cervesi Ripa per il disegno luci, Franco Visioli per il suono e Tommaso Tuzzoli regista assistente, sono gli stessi che partecipano da sempre al lavoro di Latella. E c’è una dicitura in locandina: regia di gruppo a cura di Antonio Latella, che significa, ad un tempo, armonia e fiducia all’interno della Compagnia; amore e rispetto verso il Poeta. La scelta nasce dall’esigenza di Latella che le parole/idee di Pasolini non siano attraversate dalla regia di un unico sguardo, affinché ogni attore sia autore e non interprete di quello che fa, con il gesto e con la voce.
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M |
olte delle indicazioni che Pier Paolo Pasolini elenca nel suo Manifesto per un nuovo teatro - pubblicato all’inizio del 1968, sulla rivista politica e letteraria Nuovi argomenti, fondata da Alberto Moravia[2] - tornano nella presente messinscena di bestia da stile. Ricordiamo, dal Riepilogo che conclude il Manifesto:
“[…] Il teatro di Parola ricerca il suo spazio teatrale non nell’ambiente ma nella testa.
[…] Tale spazio teatrale sarà frontale; testo e attori di fronte al pubblico: l’assoluta parità culturale tra questi due interlocutori, che si guardano negli occhi, è garanzia di reale democraticità anche scenica.
[…] Il teatro di Parola […] : il suo unico interesse è l’interesse culturale, comune all’autore, agli attori e agli spettatori; che, dunque, quando si radunano, compiono un rito culturale.”.
E dai “riti culturali” di Pilade, di Porcile e di Bestia da stile, si sbalza un’immagine in controluce di Pasolini. Un contrasto bianco e nero, senza grigi, che cerca, in questo ultimo atto della trilogia, lo sguardo dell’Autore dall’autoritratto.
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Biglietti interi: 15,00 Euro
Riduzioni: 30% ai giovani fino ai 25 anni di età; 50% ai maggiori di 60 anni
(in base alla Convenzione con il Comune di Milano)
Abbonamento ai tre spettacoli 30,00 €
Maratona Pasolini (11 giugno dalle ore 15.30): i tre spettacoli 25,00 €; spettacolo singolo 15,00 €
Orario spettacolo: ore 21
Biglietteria: prenotazioni, tel. 02.34532140 - da lunedì a venerdì, dalle ore 10 alle 20.
Prevendita: Ticketone – 02.392261 per il punto vendita più vicino;
online sul sito www.ticketone.it ,
Trasporti pubblici: tram 12/14
Accesso disabili: con aiuto
Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano
Uffici, via Principe Eugenio, 22
20155 Milano
Telefono 02.34532140
E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it
Prezzi Out per CAVEAU – osteria. Nel Foyer del teatro out off.
Prenotazioni 0234530347
[1] Nel dicembre dello stesso anno, Pasolini avrebbe sperimentato sul campo le sue tesi, mettendo in scena egli stesso Orgia, la prima delle sei tragedie in versi ad essere pubblicata e presentata al pubblico.
[1] Bestia da Stile è stata messa in scena per la prima volta al teatro Valle, nel 1985, su iniziativa del Fondo Pier Paolo Pasolini, per la regia di Cherif in collaborazione con Marisa Fabbri, anche interprete insieme con Maurizio Donadoni e con un gruppo di allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico.