21
febbraio < 19 marzo 2006
L’ULTIMA
SERA DI CARNEVALE
(cliccare l'icona per visualizzare le foto)
di
Carlo Goldoni
(cliccare l'icona per sentire il brano)
regia
di Lorenzo Loris
con
Sara
Bellodi, Serena Brindisi, Martina De Santis, Cecilia
Di Donato, Margherita Giacobbi,
Sara
Urban, Renato Avallone, Daniele Bonaiuti, Daniele Gaggianesi, Vincenzo Giordano,
Mario
Gualandi, Giorgio Paiano, Antonio Peligra
Consulenza
drammaturgica: Luigi Lunari
Musica
e canto: Silvia Girardi
Movimenti
e danza: Elisabeth Boeke
Scene:
Fabrizio Palla e
Daniela Gardinazzi
Costumi:
Enza Bianchini e Nicoletta Ceccolini
Luci:
Paolo Latini e
Luca Siola
Foto:
Dorkin
produzione
Teatro Out Off in collaborazione con Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi
La
commedia venne rappresentata per la prima volta il 16 febbraio 1762, la sera di
martedì grasso nel Teatro San Luca a Venezia ed ebbe soltanto 3 repliche. Con
essa Carlo Goldoni prende congedo dal suo pubblico prima di trasferirsi a
Parigi.
L'imminente
partenza da Venezia e la coscienza di affrontare un viaggio faticoso e lungo
all'età di cinquantacinque anni, un po' troppi per quei tempi perché potesse
prevedere un facile ritorno dopo i due anni che avrebbe dovuto impiegare in
Francia per il lavoro che gli era stato commissionato, danno a questa commedia
quella tristezza e quella malinconia che sono alla base di un
"atteggiamento fatto di equilibrio e di misura" e
che denotano la maturità artistica e umana, oltre che tecnica, raggiunta
dall'autore.
Una
delle ultime sere di Carnevale, Anzoletto (venditore
di stoffe) sta per partire per la Moscovia per un impegno commerciale e viene
festeggiato dai suoi parenti e amici con
l'augurio di un felice ritorno (i viaggi allora erano sempre un'incognita). “
I caratteri dei personaggi sono veri, semplici e piacevoli: un marito e una
moglie che si amano e taroccano sempre insieme. Una donna che sa essere
ammalata, quando s’annoia; e diventa sanissima quando trova da divertirsi. Un
giovane che diverte gli altri divertendo se stesso: un buon uomo, capo di
famiglia, che sa unire alla più esatta condotta l’allegria e l’onesto
divertimento…”
La
commedia possiede una sua intima vivacità, e corre leggera tra le anime dei due
paesi
(Venezia
dove vive Anzoletto e la Moscovia dove
deve recarsi con Madama Gatteau che non a caso parla francese ed è una anziana
signora proprio di origini francesi ma che da tanti anni risiede a Venezia e fa
la merlettaia) e i due atteggiamenti della malinconia da un lato e della gioia
dall'altro, che sono i due stati d’animo che sempre troviamo nella vita di
Goldoni, in cui si mescolano con rapidità incredibile fatti lieti e fatti non
lieti, fortune e sfortune che in un fluire senza fine si incastrano
vicendevolmente.
Goldoni
è un uomo innamorato della vita: "se qualche scrittore volesse occuparsi
di me, non per altro che per farmi
dispiacere, perderebbe il suo tempo. Io sono nato pacifico, ho conservato sempre
il mio sangue freddo... e non leggo che libri di divertimento". Sono le
parole che sigillano le sue Memorie, e racchiudono sicuramente il significato
profondo della sua vita avventurosa e della sua arte, del suo modo di affrontare
le polemiche e le innumerevoli difficoltà.
“…In
fondo di questa Commedia è un'allegoria, che ha bisogno di spiegazione. Essendo
io in quell'anno chiamato in Francia, e avendo risolto di andarvi, per lo spazio
almeno di due anni, immaginai di prender congedo dal Pubblico di Venezia col
mezzo di una commedia; e come non mi pareva ben fatto di parlare sfacciatamente
ed alla scoperta di me, e delle cose mie, ho fatto de' Commedianti una società
di Tessitori, o sia di fabbricanti di stoffe, e mi sono coperto col titolo di
Disegnatore.
L'allegoria
non è male adattata. I Comici eseguiscono le opere degli Autori, ed i Tessitori
lavorano sul modello de' loro Disegnatori. La similitudine sarebbe più vera, se
si trattasse di Commedie a soggetto, nelle quali i Comici ci mettono più del
loro, ma può passare anche per le Commedie scritte; e l'allegoria fu ben
compresa, e gustata.”
Lorenzo Loris
realizza all’Out Off un originale percorso
sulla drammaturgia contemporanea e del ‘900 tra cui ricordiamo: I
costruttori d'imperi di B. Vian (1992); Una bellissima domenica a Créve Coeur
di T. Williams (1996); Intrattenendo
Sloane di J. Orton (1997); Autunno e inverno di L. Noren (1997) ; Ritter, Dene,Voss
di T. Bernhard (Festival di Spoleto,1999); La seconda eclissi di Roberto
Traverso (Premio per un nuovo teatro italiano del 2000); Bruciati dal ghiaccio
di Peter Asmussen (2001); Naufragi di Don Chisciotte di Massimo Bavastro (Premio
della critica 2002); Zitti tutti! di Raffaello Baldini (2002); Un uomo è un
uomo di B. Brecht (2002); Le serve di J. Genet (2003); Note di cucina di Rodrigo
Garcia (2003); Finale di Partita di Samuel Beckett (2004); Bingo di Edward
Bond (Premio Ubu 2005 come migliore novità straniera).
Prenotazioni, tel. 02.34532140 - da lunedì a venerdì, dalle ore 10 alle 20.
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16
Botteghino: da lunedì a venerdì 11.00/13.00 e un'ora prima dell'inizio
spettacoli.
Biglietti: 15,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25;
50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)
Trasporti pubblici: tram 12/14
Accesso
disabili: con aiuto