Dopo la partecipazione a due Biennali di Venezia e ad alcune
mostre personali e collettive in Italia e all'estero Giorgio Fabbris abbandona
la pittura per iniziare un nuovo percorso artistico. La sua poetica, la
curiosità culturale e l'incontro con i malati psichici dentro ai
"manicomi", dove ha condotto per anni laboratori di (antro)pittura
con i pazienti, lo portano a sperimentare con le “VERBIGERAZIONI” una
particolare “tecnica” di improvvisazione teatrale. Tra gli spettacoli diretti: Duchamp-Basaglia (Festival di Santarcangelo
1991); Aspettando Godot
di S. Beckett (2000); Federico Fellini (2002).