Milano, 3 giugno 2009

Comunicato Stampa

 

PRIMA  NAZIONALE PER LA STAMPA GIOVEDI’ 4 GIUGNO ORE 20.45

Le repliche, contrariamente a quanto annunciato in precedenza, termineranno venerdì 3 luglio 

 

3 giugno > 3 luglio

Teatro Out Off, in collaborazione con Face à Face - Parole di Francia per scene d’Italia,

presenta

ULTIMI RIMORSI PRIMA DELL’OBLIO  

di Jean Luc Lagarce

traduzione Franco Quadri

regia Lorenzo Loris

con Gigio Alberti (Antoine)

Giovanni Franzoni (Pierre)

Sara Bertelà (Hélène)

Sabrina Colle (Anne)

Alessandro Quattro (Paul)

Paola Campaner (Lise)

 

Scena Daniela Gardinazzi

Costumi Nicoletta Ceccolini

Interventi visivi Dimitris Statiris e Fabio Cinicola

Consulenza musicale Andrea Mormina

Luci Luca Siola

Foto Agneza Dorkin

Filmati di Show Biz (Milano)  a cura di Alberica Archinto

Foto di Roby Schirer – dal suo archivio personale

 

Due uomini, Pierre e Paul, e una donna, Hélène hanno vissuto per molto tempo insieme nella stessa casa di campagna, legati da un rapporto sentimentale molto intenso. Poi, in quella casa, è rimasto soltanto Pierre, professore di liceo di mezza età: il tempo ha diviso inesorabilmente i tre amici-amanti.

Ora si ritrovano dopo molti anni  per concordare la cessione della proprietà.

Al termine della giornata, però, nulla è stato deciso: Pierre continuerà a vivere da solo nella casa, Paul e Hélène torneranno alle rispettive famiglie.

Quello potrebbe essere stato l’ultimo e definitivo incontro dei tre.

In “Ultimi rimorsi prima dell’oblio”, Jean-Luc Lagarce esprime il mistero del legame famigliare e il bisogno di appartenenza, spesso insoddisfatto, che pulsa in ogni essere umano. Allo stesso tempo la pièce – con il suo susseguirsi di parole non finalizzate alla comunicazione ma proferite per la pura ansia di affermare la propria presenza - restituisce il clima, la temperie socio-culturale degli anni ’80. 

 

In una scena solo apparentemente statica, idealmente assediata da un’epoca in cui tutto si brucia, il testo di Lagarce ferma l’attimo e si stampa nella mente così come un istante di vita si imprime sul frame di una pellicola fotografica: il teatro, dunque, come la fotografia, risponde al bisogno di arrestare l’istante, per farlo proprio, perché non si perda nel caos

 

Ma, pur se la pièce cattura frammenti di vita, utilizzando molto la tecnica cinematografica del contrasto fra primo piano e background, lo spettatore avverte un disagio:  assistiamo da parte degli attori alla totale mancanza di ascolto, alla loro assoluta incapacità di comunicare, all’assenza continua di risposte.

La casa è un pretesto per parlare, è un contenitore del nulla che contamina i personaggi.

Essi non sciolgono  nessun nodo, né riescono a sfogare le loro frustrazioni personali o a risolvere le dinamiche dei loro rapporti. Così entrano in relazione tra loro solo prefigurando un prossimo incontro che forse non vogliono.

Tuttavia lasciano qualcosa in sospeso: il problema della casa non è stato risolto.

La casa - oggetto del desiderio, fulcro delle loro esistenze, simbolo di tutte le rimozioni possibili - è l’utero materno, è ciò che dà calore, che testimonia l’appartenenza. I muri dividono ma proteggono e, soprattutto qui, non si abbattono: né quelli della casa, né quelli che ogni personaggio ha costruito dentro di sé.

Nessuno dei tre ha il coraggio di chiudere col passato perché i ricordi li tengono ancora vicini, nonostante che lo scorrere del tempo sciolga progressivamente il legame.

E, come un cordone ombelicale che tutto sommato li tiene imprigionati e che loro non riescono a tagliare, la casa rimarrà ancora lì, realtà tangibile la cui esistenza minaccia o promette di rimettere in gioco le loro vite. E che in futuro, forse, a dispetto di ciò che dicono, li convincerà a un altro incontro, più reale e più vero di quest’ ultimo.

 

Lorenzo Loris (dalle note di regia)

 

Sinossi

Due uomini, Pierre e Paul e una donna, Hélène hanno vissuto per molto tempo insieme nella stessa casa di campagna. La loro convivenza è stata molto intensa e li ha portati a condividere una storia sentimentale molto forte.

Poi, in quella casa, è rimasto soltanto Pierre, un professore di liceo di mezza età e il tempo ha diviso inesorabilmente i 3 amici-amanti.

Paul e Hélène si sono in seguito rispettivamente uniti a Anne ed Antoine.

Hélène e Antoine hanno avuto anche due figli.

La relazione sentimentale che aveva visto i tre amici-amanti sempre vicini e molto uniti, dopo tanti anni, si è risolta in qualche scambio occasionale di formali saluti e tra loro sembra ormai sceso un velo di inesorabile silenzio.

Pierre ha continuato a vivere nella casa che aveva comprato insieme a Paul e Hélène.

Da giovani erano saliti verso la grande città con gli stessi interessi per la letteratura tedesca e il cinema del terzo mondo e poi erano fuggiti dalla metropoli per andare a vivere in campagna, in quella stessa casa, alla ricerca dell’aria pura, la “vera vita”, con una curiosità particolare per le attività artigianali alternative, credendo di raggiungere la tranquillità e il paradiso; ma alla fine l’esplosione dei loro rapporti e poi ciascuno per sé, ciascuno per la propria strada.

Ora i tre si ritrovano dopo molti anni  con le loro nuove famiglie per accordarsi sulla cessione della loro proprietà. Fanno difficoltà a venirne a capo, si parlano, si sfidano e nelle loro parole affiorano segreti del passato.

Le loro nuove vite, così diverse, sembrano aver seppellito e trasformato tutto.

E al termine di quella giornata si salutano senza riuscire ad accordarsi su niente, Pierre continuerà a vivere da solo in quella casa e Paul e Hélène a condurre le loro vite con le proprie nuove e improbabili famiglie.

Si ha la sensazione profonda che quello possa essere stato il loro ultimo e definitivo incontro.

Che cosa rimane oltre le parole? Che cosa resta di tanto amore?

 

Jan-Luc Lagarce è l’autore più rappresentato in Francia dopo Shakespeare e Moliere.  La semplicità delle sue parole, la profondità del suo pensiero e l’originalità della sua sintassi fanno di lui l’ultimo classico del teatro contemporaneo francese. I suoi testi sono stati tradotti in molte lingue e rappresentati in tutto il mondo.  Falciato dall’AIDS nel 1995 all’età di 38 anni, Lagarce lascia un’eredità ricca di decine di opere teatrali, un saggio “Teatro e potere in occidente” e molti racconti. “Ultimi rimorsi prima dell’oblio” è del 1987.

 

Lorenzo Loris, regista storico della compagnia Out Off nel suo lavoro ha sviluppato un originale confronto sempre più serrato con i massimi esponenti del ‘900 (Jean Genet, Samuel Beckett, Arthur Miller, Harold Pinter) e parallelamente anche con i grandi autori del passato (Maurice Maeterlinck, Marivaux,  Carlo Goldoni, Henrik Ibsen) con l’obiettivo di mettere in sintonia, le parole dell’autore con la nostra contemporaneità.

 

 

Il 12 giugno alle ore 18: Incontro con i protagonisti - Mondadori Multicenter, Piazza Duomo, 1 (3° Piano Spazio eventi)

Intervengono: il regista Lorenzo Loris, gli attori Gigio Alberti , Giovanni Franzoni , Sara Bertelà, Sabrina Colle.

Presenta Antonio Calbi , Direttore Settore Spettacolo Comune di Milano

 

 

Face à face – Parole di Francia per scene d’Italia giunge nel 2009 alla sua terza edizione. Il progetto, promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia, si iscrive nel programma Teri (Traduction, Edition, Représentation en Italie) e ha avuto due edizioni di grande successo nel 2007 e nel 2008.

Face à face ha come obiettivo primario quello di promuovere gli autori di teatro francesi in Italia e di interessare alla drammaturgia contemporanea francese il sistema teatrale italiano.

A partire dal 2009 il progetto si arricchisce di un’edizione in Francia, che si svolgerà in contemporanea all’edizione italiana e sarà promossa dall’Ente Teatrale Italiano e dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi attraverso la presentazione a Parigi e in altre città della Francia di dieci autori della drammaturgia italiana contemporanea, in collaborazione con i teatri e gli operatori francesi.


 

Prenotel. 02.34532140 - lunedì ore 10 > 18 e martedì >  venerdì ore 10 > 20

Ritiro biglietti lunedì > venerdì ore 11> 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19.30, il sabato ore 11 > 13 e dalle 16; domenica dalle 15.30

Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it

Biglietti:  16,00 Euro  - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25;  50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)

Abbonamenti: Offcard  35 euro - 3 spettacoli a scelta sui 4 di produzione; (under 25) 25 euro;  (over 60) 20 euro

Gli abbonati potranno inoltre assistere agli spettacoli programmati dal Teatro i con uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto. Info:  www.teatroi.org

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16

Trasporti pubblici: tram 12/14    Accesso disabili: con aiuto

 

Teatro OUT OFF  v. Mac Mahon , 16 - 20155 Milano 

Uffici, via Principe Eugenio , 22   -  20155 Milano

Telefono  02.34532140   Fax.  02. 34532105

E-Mail: info@teatrooutoff.it; www.teatrooutoff.it

 

Ufficio Stampa Teatro Out Off

Roberto Traverso

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