CONTRASTI POETICI   1a edizione

10/17/24/31 maggio e 7 giugno 1999

a cura di Raul Montanari

 

 

10 maggio

 

Vivian Lamarque (Tesero, TN, 1946) è autrice molto nota e molto amata di libri di poesie e di fiabe. Fra i primi, Teresino (1981, premio Viareggio opera prima), Il signore d’oro (1986), Poesie dando del lei (1989), Il signore degli spaventati (1992), Una quieta polvere (1996); fra i libri di fiabe La bambina che mangiava i lupi (1992), La bambina di ghiaccio (1992), Arte della libertà (1995), Il bambino che lavava i vetri (1996). Oltre alla raccolta di scritti di vario argomento Gentilmente (1998), ha pubblicato traduzioni di Valéry, Baudelaire e La Fontaine.

 

Luca Ragagnin (Torino, 1965), autore di opere in prosa e in poesia fra i più originali della sua generazione,  ha finora pubblicato L’angelo impara a cadere (1996), Piccoli crolli sinfonici (1996), Adone fatto a pezzi (1997), Anime Pixel (1998), Passio (1998) e il recentissimo Fabbriche Lumière (1998), un personalissimo omaggio poetico al cinema.

Guido Mazzon (Milano, 1946) trombettista e compositore jazz. Dal ’70 si inserisce nell’esperienza del “free” ed in seguito si afferma tra i protagonisti  del jazz contemporaneo in Italia e all’estero. Oltre alla sua attività come leader di varie formazioni jazzistiche si interessa da anni di musica improvvisata ed ha collaborato con i maggiori esponenti europei e americani in tale ambito.

 

17 maggio

 

Nanni Balestrini (Milano, 1935) è una delle voci più influenti della neoavanguardia: cofondatore del Gruppo ’63, poeta, romanziere, sceneggiatore, artista visivo, autore dei primi esperimenti di scrittura elettronica (Tape Mark 1, 1961) e di testi per teatro e musica (Contrappunto dialettico alla mente per L. Nono). Fra i suoi libri sono da ricordare almeno, per la poesia, Il sasso appeso (1961), Ma noi facciamone un’altra (1968), il ciclo della Signorina Richmond (1977, 1987), Blackout (1980), Ipocalisse (1986), Estremi rimedi (1997); per la prosa Vogliamo tutto (1971), Gli invisibili (1987), I furiosi (1994). 

 

Francesca Genti è nata a Torino e ha ventitré anni. Studia lettere moderne ed è prossima alla laurea in storia del teatro. Nel 1998 ha vinto il “Premio nazionale di poesia Città di Corciano”. Scrive poesie da quando è alfabeta. Come si evince dalla sua produzione – ancora inedita –  le piacciono i gatti e i videogiochi. La serata dell’Out Off rappresenta il suo vero debutto come performer delle proprie opere.

 

Tiziano Tononi, (Milano, 1956) batterista, percussionista e compositore, è attivo sulla scena musicale dalla fine degli anni ’70. Leader del gruppo Nexus, membro della “Italian Instabile Orchestra” prende parte alle maggiori manifestazioni jazzistiche in Italia e in Europa suonando con i massimi esponenti della scena musicale. Nel ’98 il suo doppio CD “Awake NU” è stato votato unanimemente “miglior disco dell’anno”.

 

24 maggio

 

Elio Pagliarani (Viserba di Rimini, 1927) è dagli anni ’60 uno degli autori di riferimento della nuova poesia italiana. Dopo l’esordio con Cronache e altre poesie (1954) e Inventario privato (1959), apre con La ragazza Carla (1960) una strada originale verso una forma di narrazione in versi. Dopo (e durante) la stagione del Gruppo ’63 prosegue una personale ricerca linguistica. Da ricordare, fra gli altri, Pelle d’asino (1964), Lezione di fisica e fecaloro (1968), Il fiato dello spettatore (1972), Esercizi platonici (1985), Dal cuore del robot (1987), Epigrammi (1988).

 

Rosaria Lo Russo (Firenze, 1964) si occupa di poesia e di teatro. Poetessa, lettrice-performer, traduttrice e saggista, ha pubblicato L'estro (1987), Vrusciamundo (1994), Sanfredianina, in Poesia contemporanea. Quinto quaderno italiano (1996), Comedia (1998), nonché vari saggi su riviste specializzate. Ha tradotto due volumi di poesie della poetessa statunitense Anne Sexton, Poesie d'amore (1996) e L'estrosa abbondanza

(1997).

 

Daniele Cavallanti (Milano, 1952) saxofonista e compositore. Dalla world music degli  Aktuala negli anni ’70, al gruppo Nexus  negli anni ’80 il suo percorso di musicista attraversa diverse tra le più importanti esperienze musicali di quegli anni.  Attualmente è leader di un suo quartetto e membro della “Italian Instabile Orchestra”.  Ha suonato con i maggiori musicisti italiani e stranieri tenendo concerti in tutta Italia e in Europa.

 

 

31 maggio

 

Milo De Angelis (Milano, 1951), poeta, traduttore e saggista, esordisce con Somiglianze (1976) e La corsa dei mantelli (1979), a cui segue la raccolta di scritti Poesia e destino (1982). A partire dalla pubblicazione di Millimetri (1983) definisce in modo sempre più chiaro una poetica originale e appartata rispetto alle correnti contemporanee, che esercita una notevole influenza su tutta una generazione di giovani autori. Da ricordare Terra del viso (1985), Distante un padre (1989), il recentissimo Biografia sommaria (1999).

 

Aldo Nove (Viggiù, VA, 1967), poeta, narratore e traduttore, è una tra le voci più riconoscibili della giovane letteratura degli anni ’90. Con il libro di racconti Woobinda (1996) offre un orizzonte narrativo nuovo e contribuisce alla fortuna della letteratura impropriamente definita pulp. Seguono Puerto Plata Market (1997) e Superwoobinda (1998). Suoi racconti sono apparsi, fra l’altro, nelle raccolte Gioventù Cannibale e Il ’68 di chi non c’era (ancora).

 

Giancarlo Schiaffini (Roma, 1942) compositore, trombonista, tubista, laureato in fisica, autodidatta in musica, ha partecipato alle prime esperienze di free-jazz in Europa. Ha studiato a Darmstadt con Stockhausen, ligeti e Globokar e musica elettronica con Franco Evangelisti. Ha collaborato con John Cage, Karole Armitage, Luigi Nono e Giacinto Scelsi. Ha partecipato, come compositore ed esecutore, a numerosi festival e stagioni concertistiche di jazz, improvvisazione e musica contemporanea in tutto il mondo.


7 giugno

 

 

Alda Merini (Milano, 1931), esordisce giovanissima con La presenza di Orfeo (1953), a cui seguono Paura di Dio (1955), Nozze romane (1955), Tu sei Pietro (1962), che attirano fra gli altri l’attenzione di Pasolini, Quasimodo, Maria Corti e Raboni. Dopo un silenzio di 20 anni, torna a pubblicare con La Terra Santa (1984), Testamento (1988), Vuoto d’amore (1991), Ballate non pagate (1995), Fiore di poesia (1998), raccogliendo consensi unanimi di critica e pubblico. Fra le sue recenti opere in prosa: L’altra verità. Diario di una diversa (1986, 1997), Lettera a un racconto (1998).

 

Tommaso Ottonieri (Vezzano, AQ, 1958) si muove fra poesia e prosa con un linguaggio densissimo che tende a elidere i confini fra le due forme di scrittura, come pure fra saggio e narrativa. I suoi primi tre libri sono, almeno in teoria, opere in prosa: Dalle memorie di un piccolo ipertrofico (1980), Coniugativo (1984), Crema acida (1997); il quarto, Elegia Sanremese (1998), è una raccolta di versi inframmezzati da brani narrativi.

 

Roberto Aglieri (Pieve Porto Morone PV, 1958)  flautista e compositore. Dopo gli studi classici approfondisce il flauto arabo con il maestro Salah El Mahdi. E’ attivo sulla scena musicale dal 1980 con numerosi progetti ed esperienze che vanno dal jazz alla musica elettronica di ispirazione etno-pop. Nel 1987 dopo l’incontro con il musicista John Surman registra il suo primo disco “Ragapadani”. Tiene concerti e partecipa a vari festival e meeting internazionali.

 

COLLISIONI

 

Il motivo alla base di questa serie di incontri è, scopertamente, quello della contrapposizione: contrasto generazionale, di stili, di poetiche. Il pubblico di ciascuna delle cinque serate che abbiamo programmato si vedrà proposto non solo un autore giovane e uno già affermato, ma, nella maggior parte dei casi, un’autentica collisione fra due voci originali, due diversi sguardi sul mondo. Fra i due poli proposti sera per sera – con l’aiuto fondamentale della musica, la vecchia alleata e sorella della poesia – si creerà un arco voltaico, una tensione elettrica dalla quale ci aspettiamo di veder scaturire meravigliose scintille.

Alla larga da intenti celebrativi – una grossa tentazione, vista l’obiettiva e consacrata grandezza di alcuni dei nomi che avete letto – cercheremo di scoprire attraverso questi divari espressivi le ragioni della vitalità inaspettata, quasi imbarazzante, che la più antica forma di arte della parola ostenta dopo alcune migliaia di anni di vita. Nessun millennium bug insidia la poesia, che sotto la spinta dei tempi si modifica, si trasforma, si riinventa contaminandosi con forme adiacenti o lontane, senza temere l’abbraccio del computer né quello di qualunque per ora inimmaginabile rivoluzione mediatica. Ma continua a offrirsi in perfetta, sprezzante umiltà tanto agli sfoghi privati degli adolescenti quanto alle tavolozze e alle tastiere infinite dei suoi veri maestri, dopo aver visto nascere e morire generi che ai contemporanei erano sembrati necessari, naturali, destinati a perpetuarsi in eterno come, che so, la tragedia, il dramma pastorale, il poema epico (e chissà mai che pure il romanzo…).

Un teatro, due poeti, un musicista, un pubblico; è possibile immaginare qualcosa di più semplice e arcaico, di più durevole ed eccitante?

 

Raul Montanari, marzo 1999.