CONTRASTI POETICI  2° edizione (8, 15, 22,29 maggio e 5 giugno 2000)

 

Non c’era bisogno del successo di pubblico della prima edizione di questi Contrasti Poetici per accorgersi delle qualità mutanti e proteiformi della poesia, della sua astuzia hegeliana, della sua capacità di adeguarsi a nuovi codici e nuovi media espressivi all’unico scopo di mantenere intatta, sorprendentemente intatta, la propria suggestione elementare.

La poesia è ancora la Formula 1 delle arti che usano come veicolo il linguaggio parlato e scritto; è il laboratorio dove si sperimentano alchimie inattingibili dalla prosa, sia nella forma del romanzo sia in quella pur versatile del racconto breve; è anzi, per chi scrive in prosa come per qualunque artista, un serbatoio ineguagliabile di soluzioni, suggestioni, di maggiore e più sentita consapevolezza linguistica. Ma la sua fortuna presso un pubblico quasi indifferenziato non si spiegherebbe se la poesia non contenesse anche una qualità ingannevole e assolutamente unica. Il pubblico della poesia, al quale Nanni Balestrini ha dedicato, nella prima edizione della manifestazione, un’apostrofe tanto ironica quanto sostanzialmente rispettosa, dà sempre l’impressione di compenetrarsi con gli autori e con le loro parole in un modo più attivo, più partecipativo rispetto a quanto accade con altre arti. L’emozione estetica procede nei due sensi, dall’autore al lettore e di nuovo dal lettore fatto autore all’autore fatto lettore. Al di là di bassi o umoristici aneliti all’emulazione (questi si trovano più facilmente nell’autore speranzoso e amatoriale di romanzi e racconti), il pubblico della poesia si sente più di altri divenire – per usare un’espressione che proprio all’Out Off Giovanni Testori usò riferendosi all’evento teatrale inteso come parola – coofficiante di una liturgia del senso e del significante della quale l’autore è, potremmo dire, casualmente l’officiante in carica. Entrambi dominati e non dominatori del linguaggio, entrambi vittime e ostaggi di una magia che non a caso Platone, nel suo massimo sforzo razionalistico, giudicava pericolosa e fuorviante, l’autore e il lettore-auditore si incontrano di nuovo nello spazio più adatto al loro rischioso abbraccio: la sala spoglia di un teatro.

 

Raul Montanari, luglio 1999


PROGRAMMA

 

8 maggio:      MAURIZIO CUCCHI (02-6701900)

                        GIOVANNA SICARI (06-70452769)

 

15 maggio:    MICHELANGELO COVIELLO (02-6571140; 0339-4806167)

                        ROSARIA LO RUSSO (055-2280201)

 

22 maggio:    GIANCARLO MAJORINO (02-4158925)

                        LELLO VOCE (0422-548372; 0360-201937)

 

29 maggio:    GIORGIO ORELLI (0041918255213)

                        FABIO PUSTERLA (0344-68387; 0041919725072)

 

5 giugno:        FRANCO LOI (02-4235734)

                        MARCO BERISSO (010-2461849)


SCHEDE AUTORI

 

Maurizio Cucchi (Milano, 1945) ha pubblicato Il disperso (Mondadori, 1976), Le meraviglie dell’acqua (Mondadori, 1980), Glenn (San Marco dei Giustiniani, 1982), La luce del distacco (Crocetti 1990), Poesia della fonte (Mondadori 1993), e il recente L’ultimo viaggio di Glenn (Mondadori 1999). Vive e lavora a Milano.

 

Giovanna Sicari (Taranto 1954) ha pubblicato Decisioni (Barbablù 1986), Ponte d’ingresso (Rossi e Spera 1988), Sigillo (Crocetti 1989), Uno stadio del respiro (Scheiwiller 1995), Nudo e misero trionfi l’umano (Empiria 1998) e Roma della vigilia (Labirinto 1999). Vive e lavora fra Roma e Milano.

 

Michelangelo Coviello (Agropoli, Salerno, 1950), poeta e autore teatrale, ha pubblicato Indice (Feltrinelli 1976), Grossomodo (Savelli 1982), Tempo reale (Corpo 10, 1985), Dobbiamo vendere il cielo (Corpo 10, 1992) e Casting (Niebo, 1999). Vive e lavora a Milano.

 

Rosaria Lo Russo (Firenze 1964) ha pubblicato L'estro (Cesati 1987), Vrusciamundo (I Quaderni del Battello Ebbro 1994), Sanfredianina, in Poesia contemporanea. Quinto quaderno italiano (Crocetti 1996), Comedia (Bompiani 1998), Dimenticamiti Musa a me stessa (con disegni di R. Ranaldi, Canopo 1999). Ha tradotto di Anne Sexton Poesie d'amore (Le Lettere 1996) e L'estrosa abbondanza (Crocetti 1997). Vive e lavora a Firenze.

 

Giancarlo Majorino (Milano 1928) ha pubblicato numerose opere poetiche, fra cui ricordiamo La capitale del nord (Schwarz, 1959), Lotte secondarie (Mondadori 1967), Equilibrio in pezzi (Mondadori 1971), Sirena (Guanda 1976), Provvisorio (Mondadori 1984), La solitudine e gli altri (Garzanti 1990), Cangiante (Scheiwiller 1991), Tetrallegro (Mondadori 1995), Autoantologia (Garzanti 1999). Vive e lavora a Milano.

 

Lello Voce (Napoli 1957) ha pubblicato Singin' Napoli cantare (Ripostes 1985), (Musa!) (libro + audio cassetta, Mancosu, 1992), I segni i suoni le cose (libro + CD Audio, Manni 1996). e Farfalle da combattimento, comprendente un CD Audio con musiche di P. Fresu e F. Nemola e illustrato da disegni di Silvio Merlino (Bompiani 1999). Del 1999 è il suo primo romanzo Eroina (Transeuropa ed.).

             

Giorgio Orelli (Airolo 1921) vive a Bellinzona. La sua opera prende avvio nel 1944 con la raccolta Né bianco né viola (Collana di Lugano), cui seguiranno Poesie (Mondadori 1953), L’ora del tempo (Mondadori 1962), Sinopie (Mondadori 1977) e il più recente Spiracoli (Mondadori 1989), oltre ai racconti di Un giorno della vita (Lerici 1960). Di rilievo anche l’attività di traduttore (in particolare da Goethe) e critico (fra gli altri, Accertamenti verbali, 1979).

 

Fabio Pusterla (Mendrisio 1957) ha pubblicato Concessione all’inverno (Casagrande 1985), Bocksten (marcos y marcos 1989), Le cose senza storia (marcos y marcos 1994), Isla persa (I semi del salice, 1997) e Pietra sangue (marcos y marcos 1999). Ha tradotto Philippe Jaccottet e curato un’antologia della poesia francese contemporanea. Oltre a saggi linguistici e letterari, ha pubblicato Cultura e linguaggio della Valle Intelvi (con Claudia Patocchi, 1983) e l’edizione critica dell’opera narrativa di Vittorio Imbriani (1992-94). Vive fra Lugano e la Valsolda.

 

Franco Loi (Genova 1930) ha pubblicato diversi volumi di poesia, fra cui ricordiamo Stròlegh (Einaudi 1975), Teater (Einaudi 1978), L’aria (Einaudi 1981), Bach (Scheiwiller 1986), Liber (Garzanti 1988), Poesie. Antologia personale (Fondazione Piazzolla 1992), L’angel (Mondadori 1994), Amur del temp (Crocetti 1999) e Album di famiglia (Lietocolle libri 1999). Vive e lavora a Milano.

 

Marco Berisso (Lavagna, Genova, 1964), è ricercatore presso l'Università di Genova. Suoi studi sono apparsi su “Studi di Filologia Italiana”, “Italianistica”, ecc. Ha curato Dal calamajo di un medico di Carlo Dossi (Bulzoni 1995) e l'Intelligenza per la Fondazione Bembo (di prossima edizione). Sue poesie e testi teorici sono usciti su diverse riviste e antologie. Uscirà in primavera, per Derive & Approdi, il suo primo romanzo, Il verbale.